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Rapine in banca, Sicilia seconda in Italia: Catania tra le città più colpite

Sicilia seconda in Italia per rapine in banca: tra le città più colpite, anche Catania.

Le città siciliane spiccherebbero per un triste primato. Di fatto, secondo i dati emersi da uno studio della Fabi di Palermo sulla scorta del Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2020 dell’Ossif (il Centro di ricerca ABI sulla sicurezza anticrimine), Palermo, Siracusa e Catania sarebbero le province in cui si riscontrano i maggiori casi di rapine in banca.

Si esplicita che i dati fanno riferimento al 2019.

In particolare, dopo Milano (27 colpi) e Roma (17), troviamo al terzo posto Palermo con 16 rapine (a fronte dei 10 nel 2018) e al decimo Catania e Siracusa con 6.

Le posizioni cambiano se si tiene in considerazione l’indice di rischio (ovvero le rapine ogni 100 sportelli): al primo posto troviamo, in questo caso,  Siracusa (6,1 rapine ogni 100 sportelli, con sei rapine rispetto alle due del 2018), seguita al secondo posto da Palermo (5,5 colpi ogni 100 sportelli – da 3,2 del 2018) e Catania (2,5 rapine ogni 100 sportelli).

A livello regionale, la Sicilia ha registrato 35 episodi: l’Isola è seconda solo alla Lombardia, con le sue 53 rapine.

Tuttavia, secondo quanto indicato da Gabriele Urzì, segretario provinciale FABI e Responsabile Salute e Sicurezza FABI Palermo, la Sicilia occuperebbe il primo posto se si considerasse il livello di rischio (con un valore di 2,8 rapine ogni 100 sportelli rispetto al 2,3 del 2018).

“Colpisce negativamente – ha annunciato Urzì – il dato delle città siciliane. Occorre una migliore organizzazione della sicurezza, interventi mirati ad attuare una più efficace strategia antirapina, sistemi difensivi sempre più sofisticati, aumento del budget da destinare alla sicurezza, maggiore formazione del personale, apprestamento di strutture e apparati di controllo sempre piu’ al passo con i tempi.

E, nei casi di filiali particolarmente esposte per allocazione logistica e/o per livelli di business è insostituibile la guardiania armata che costituisce il deterrente principe per i malintenzionati, soprattutto (e non si creda che siano i meno pericolosi) quando i rapinatori sono ‘non professionisti’ “.

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