All'interno di un allevamento del Catanese si nascondeva un vero e proprio mattatoio abusivo gestito da un uomo già noto alle forze dell'ordine.

Senza dubbio uno spettacolo terrificante deve essersi presentato davanti ai carabinieri del NAS che, a seguito di un’indagine, hanno individuato, all’interno di un allevamento di bovini nel comprensorio di Paternò, un vero e proprio mattatoio clandestino, gestito da un uomo già noto alle forze dell’ordine.
Le indagini su ciò che stava avvenendo all’interno del mattatoio abusivo sono partite dall’analisi dei “rifiuti speciali” depositati in varie zone dell’allevamento: scarti di lavorazione, deiezioni animali, materiali aziendali esausti che, opportunamente, venivano bruciati dall’allevatore e interrati.
Tra questi resti bruciati, dopo attente analisi, sono stati individuati e codificati dei dispositivi elettronici: si è risaliti così alla provenienza degli animali, scoprendo che alcuni di essi erano stati rubati ad altri allevatori, che ne avevano denunciato la scomparsa.
I bovini all’interno dell’allevamento, circa 60 capi, vivevano, in un ambiente non autorizzato, in condizioni pessime: le attrezzature, infatti, non erano igienizzate. Gli animali, inoltre, non erano censiti all’anagrafe veterinaria: per questo motivo, non sono mai stati sottoposti ad alcun genere di controllo veterinario.
L’allevatore, colto sul fatto dai NAS, è stato denunciato alle autorità giudiziarie. I capi di bestiame sono stati sequestrati, censiti e, adesso, verranno sottoposti alla profilassi veterinaria. Sequestrati, infine, l’intero allevamento e le numerose aree inquinate dai “rifiuti speciali”, bruciati dall’allevatore.
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