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Dpcm, l’Italia si divide in tre: cosa cambia rispetto a marzo

Entro la giornata di mercoledì il Governo Conte è pronto ad emanare nuove misure di contrasto alla pandemia di coronavirus che attanaglia il mondo e l'Italia. Scopriamole nel dettaglio.

Il nuovo Dpcm è dietro l’angolo. Entro la giornata di mercoledì il Governo Conte è pronto ad emanare nuove misure di contrasto alla pandemia di coronavirus che attanaglia il mondo e l’Italia.

Italia divisa in 3 fasce

A differenza di marzo, in questa fase si va verso una divisione dell’Italia in 3 fasce. Tre differenti aree individuate in base ai diversi scenari di rischio. “No ad un regime indistinto” ha annunciato il premier Conte nella giornata di ieri. La prima fascia riguarda quelle Regioni che vivono uno scenario di rischio livello 4 e tra queste le principali indiziate già da adesso sono Lombardia, Piemonte e Calabria. La seconda fascia ingloba quelle zone che si trovano in uno scenario di rischio livello 3. Terza fascia comprende il restante territorio nazionale.

Misure nell’intero territorio nazionale

Per l’intero territorio nazionale intendiamo intervenire solo con alcune specifiche misure che contribuiscano a rafforzare il contenimento e la mitigazione del contagio ha detto Conte dopo il discorso in SenatoChiudiamo nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiudiamo i corner per le scommesse e giochi ovunque siano, chiuderanno anche musei e mostre“. Si dovrebbe avere inoltre una riduzione della capacità di riempimento di bus e metropolitane del traporto pubblico locale, riduzione al 50%. Il Dpcm dovrebbe inoltre prevedere la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori. Conte ha poi parlato di “limiti alla circolazione nella fascia serale più tarda”, da capire nello specifico se il coprifuoco a livello nazionale scatterà dalle 21 o successivamente.

Situazione Regioni

In quelle a più alto rischio chiuderanno negozi, bar e ristoranti e per la pubblica amministrazione verrà disposto lo smart working. Le principali indiziate per misure più restrittive sono Lombardia, Piemonte e anche Calabria. In base ai numeri del Cts verrà decisa anche la sorte delle altre regioni. Puglia e Liguria, così come Campania, Veneto, vivono una situazione di emergenza intermedia. La situazione della Sicilia resta da delineare.

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