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Università, ritrovata la tesi di laurea dello scrittore Gesualdo Bufalino

Università di Palermo: ritrovata nell'archivio storico di ateneo la tesi di laurea di Gesualdo Bufalino.

Nell’archivio storico dell’Università di Palermo, durante alcuni lavori di trasferimento di materiale, è stata ritrovata la tesi di laurea di Gesualdo Bufalino, scrittore siciliano. La sua tesi dal titolo “Gli studi di archeologia e la formazione del gusto neoclassico in Europa (1738 – 1829)” è stata discussa a Palermo nel 1947 dopo un breve periodo di pausa per la chiamata alle armi.

“Nel titolo del dattiloscritto sono già riconoscibili i segni della più autentica cifra letteraria dell’autore di Diceria dell’untore, pubblicato nel 1981 ma pensato negli anni e negli ambienti in cui Bufalino era impegnato nella stesura della propria tesi di laurea – commenta il prof. Mario Varvaro, delegato del Rettore all’Archivio Storico di Ateneo – La tesi si annuncia come l’incunabolo del gusto per la rievocazione e il recupero di ciò che è stato, proprio di uno scrittore educato e cresciuto al culto della memoria intesa come ‘spontaneo sortilegio di ombre cinesi, teca di magiche epifanie, cinematografo di larve dissepolte dalla sabbia del tempo’ (Museo d’ombre). In questo, l’archeologo e lo scrittore sono simili: entrambi restituiscono luce all’ombra, rinominano i segni muti del passato e lo fanno rivivere nel sortilegio della teogonia dell’essere”. 

“Lo studio di questo unico esemplare finora noto della tesi di laurea di Bufalino – continua – potrà gettare luce dunque sulla scaturigine più antica dell’autentica cifra della sua scrittura, che si rispecchia nella centralità del tema della memoria come racconto del ricordo e della parola come Riessere, come miracolo del Bis (Cere perse), come analgesico contro la tentazione del nulla”. 

“Una coincidenza davvero singolare, questa del ritrovamento della tesi di laurea di Bufalino, se si considera che cade proprio nel centenario della nascita dello scrittore, e che mostra ancora una volta la vitalità di un luogo della memoria e dell’identità come l’Archivio Storico sul quale la governance dell’Università di Palermo è tornata in questi ultimi anni a investire, con convinzione, risorse ed energie. È questa – conclude – senza dubbio un’occasione feconda per la comunità scientifica di studiosi e di lettori dell’opera di Bufalino, per riscoprire l’europeismo e l’originalità di uno scrittore d’eccezione che ha fatto della biblioteca e del dialogo con le voci dei libri la metafora più eloquente della propria attività letteraria.” 

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