Test Ammissione

Test Medicina 2020, irregolarità a Catania: aumentano le segnalazioni

La redazione di LiveUnict continua a ricevere le segnalazioni dai candidati e aspiranti medici, testimoni dell'irregolarità del test d'ammissione svoltosi il 3 settembre.

Si gettano ombre sui test d’ammissione per il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia: spuntano nuove testimonianze sulle irregolarità al momento della prova di ammissione. Il test si è svolto il 3 settembre e nemmeno a Catania sono mancate le polemiche sullo svolgimento del compito.

Irregolarità a Catania: le segnalazioni ricevute

Dal giorno del test di Medicina, la redazione di LiveUnict continua a ricevere segnalazioni dai candidati e aspiranti medici, che si trovavano nell’edificio 5 settore E (presso la Cittadella Universitaria, sede dei test). Avevamo già pubblicato la prima segnalazione di irregolarità da parte di una studentessa, presto confermata da una seconda testimonianza, segnalata sempre in privato alla redazione. Secondo quanto riportato dalle segnalazione le irregolarità sarebbero: ritardo nello svolgimento della prova, modalità di scelta dei volontari, i plichi già spacchettati e non avvolti nel cellophane e distanziamento sociale minimo non rispettato.

Catania che non è l’unico caso, viste le segnalazioni e la denuncia da parte di Consulcesi, il quale ha raccolto varie irregolarità provenienti da tutta Italia: la maggior parte volte, era proprio il problema dei plichi delle domande già aperti, quando questi dovevano essere sigillati. Non solo, anche in altri Atenei si è presentato il problema del sorteggio che – per l’appunto – non è stato effettuato.

Le testimonianze di chi ha partecipato al test

Oltre alle due testimoni dell’accaduto dell’edificio 5 settore E, sono arrivate decine e decine di segnalazioni da parte di altri candidati che hanno svolto il test d’ammissione a Catania. “Vi scrivo in merito alle irregolarità avvenute durante il test di medicina del 3 settembre – segnala un’altra studentessa a LiveUnict –. Ero anche io nel settore E edificio 5. Vorrei anche io confermare quanto segnalato dalle altre ragazze e vorrei anche aggiungere che i commissari in aula parlavano tra di loro disturbando noi studenti e inoltre utilizzavano i cellulari. Insieme a me c’è anche un’altra ragazza che era nello stesso settore e ha assistito a queste cose“.

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Fanno da eco altre due studentesse. “Anche io sono una studentessa – ci scrive la prima – che ha fatto il test per l’ammissione di medici 2020 a Catania. Ero nel’edificio 5 settore E e nella mia aula abbiamo iniziato alle 12:15 e finito alle 13:55 diversamente dalle altre aule che hanno iniziato prima“. Conferma la seconda studentessa: “Plichi aperti e volontari non sorteggiati davanti a noi Inoltre abbiamo iniziato anche dopo! Verso le 12:15“.

Al caso del settore E edificio 5, si accoda anche una segnalazione sull’aula 3 dello stesso edificio: “Sono una candidata al test di medicina 2020 svoltosi a Catania. Volevo testimoniare anche io le irregolarità riscontrate. Mi trovavo nell’aula 3 edificio 5, e anche qui non è stato effettuato un vero e proprio sorteggio per scegliere i candidati che avrebbero spacchettato il pacco contenente i plichi ministeriali, ma, è stato chiesto se ci fossero volontari, e dopo un solo ragazzo offertosi volontario, il secondo è stato scelto attraverso l’indicazione del posto occupante (‘Scegliamo allora chi è seduto nella quarta fila terzo posto a destra’)“.

Già questa cosa mi ha destato qualche dubbio, perché, avendo già sostenuto l’anno scorso diversi test in altre sedi, non era mai successa una cosa simile. Dopodiché, cosa ancora più strana, il pacco non è stato aperto in aula davanti a tutti noi, ma i due ragazzi e il presidente di commissione si sono spostati da un’altra parte e sono tornati con il pacco già aperto. Oltre a questo, entrando in aula ci si poteva liberamente sedere a proprio piacimento, anche in gruppetti tra persone già conoscenti, come è accaduto, e, durante la prova, queste chiacchieravano tranquillamente senza che nessuno li riprendesse” conclude la studentessa.