UNICT – Laurea in Scienze umanistiche? Gli studenti sono soddisfatti secondo i dati Almalaurea

Il Rapporto Almalaurea 2020 non si limita a gettare luce sulla situazione occupazionale dei giovani laureati italiani. Esso, infatti, ne analizza attentamente il profilo sociale, economico e culturale, permettendo di avere un quadro completo e accurato: di seguito l'analisi dei laureati al Dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania.

Il Rapporto Almalaurea 2020 non si limita a gettare luce sulla situazione occupazionale dei giovani laureati italiani. Esso, infatti, ne analizza attentamente il profilo sociale, economico e culturale, permettendo di avere un quadro completo e accurato. Anche gli studenti dell’Università di Catania sono stati presi in esame dall’ente di ricerca universitaria, studiati dettagliatamente in base al corso di studio. Scopriamo, quindi, il profilo dei laureati del Dipartimento di Scienze Umanistiche, delineati dalle statistiche Almalaurea 2020.

I dati, pubblicati recentemente, fanno riferimento ai laureati dell’anno 2019, sia presso corsi di studio triennali che magistrali. I fattori presi in considerazione dall’analisi sono molteplici, tra questi, per esempio, l’estrazione sociale degli intervistati, i precedenti percorsi di studio, la soddisfazione rispetto alla propria esperienza universitaria e altri. La base di intervistati è stata di 977 studenti, con un tasso di compilazione del questionario del 94,5%.

Almalaurea 2020: il profilo dei laureati

Stando ai numeri forniti, la maggioranza dei laureati del Disum è di sesso femminile, un 80% che va a scontrarsi con il 20% dei colleghi maschi. Il 33,4%, inoltre, ha conseguito il titolo tra i 27 anni e oltre, seguiti da quanti si sono laureati tra i 23 e i 24 anni (30,7%) e da chi, invece, ha finito il percorso tra i 25 e i 26 (18,4%). Si tratta di un andamento in linea rispetto a tutte le altre facoltà di Catania, che totalizzano appunto un 31,5% di laureati oltre i 27 anni.

Di questi studenti il 62,9% risiede nella stessa provincia della sede degli studi, mentre il 36,3% proviene da un’altra provincia siciliana e soltanto lo 0,8% da un’altra regione. I cittadini stranieri laureati al Disum si aggirano, invece, intorno lo 0,4%.

Un altro dato interessante è la fortissima presenza di laureati umanistici, provenienti da famiglie con nessuno dei due genitori laureati. Si tratta, in effetti, di un 70,3%, che dimostra una crescita dell’importanza attribuita all’istruzione universitaria. La maggioranza (33,8%), inoltre, proviene da una classe sociale impiegatizia, seguiti da coloro che provengono da una classe di lavoro esecutivo (24,4%).

Quasi la totalità degli intervistati, infine, proviene da un percorso di istruzione secondario di secondo grado di tipo liceale (il 91,7%). Di questi, il 36,8% proviene dal liceo classico, il 26,5% dallo scientifico, il 16,7% dal linguistico, il 9% dal liceo di scienze umane e il 2,6% dall’artistico, musicale coreutico. Il 7,4% hanno conseguito il diploma presso un istituto tecnico, mentre lo 0,7% proviene da un professionale. La media del voto di diploma si attesta intorno all’84,4 su cento.

Riuscita e condizione degli studi universitari

Per quanto riguarda l’ambito della riuscita del percorso universitario, i laureati del Disum, secondo i numeri di Almalaurea 2020, provengono per il 40,4% da studi universitari precedenti, dei quali il 30% portato a termine, mentre il 10,4% no. Il 59,5%, invece, sarebbe alla sua prima esperienza universitaria.

Tra i principali motivi che spingono i laureati in Scienze Umane a Catania a scegliere il proprio percorso di studio ci sono, perlopiù, fattori prevalentemente culturali (45,9%), seguiti da un 32,2% di fattori sia culturali che professionalizzanti. Il 70,1%, inoltre, si iscrive già subito dopo il conseguimento del diploma o solo un anno dopo, a fronte di un 29,9% che effettua l’iscrizione dopo due o più anni.

Una buona parte degli studenti finisce in corso, o fuori corso di un anno, la propria carriera universitaria, rispettivamente il 32,4% e il 30,7%. La durata degli studi universitari è pari a 4,9 anni, con un media di ritardo alla laurea di 2,2 anni.

Frequenza e periodi di studio all’estero

Per quanto riguarda la frequenza alle lezioni, il 53,1% ha partecipato a più del 75% degli insegnamenti previsti, il 29,4% tra il 50% e il 75%, l’11,6 tra il 25% e il 50% e il 5,7% degli studenti ha una presenza pari a meno del 25%. Il 33,9%, tra l’altro, hanno usufruito di borse di studio, ma solo il 12,6% ha svolto periodi di studio all’estero durante gli anni dell’università.

Grado di soddisfazione e prospettive per il futuro

In conclusione, le statistiche del Rapporto Almalaurea 2020 mostrano il grado di soddisfazione per la propria esperienza come studenti del Disum e gettano una luce sulle prospettive future.

Per quanto riguarda l’opinione che i neolaureati in Scienze Umanistiche a Catania hanno sul proprio corso di studio, vediamo una maggioranza che si ritiene abbastanza soddisfatta (49,2%), un 33,4% che si ritiene decisamente soddisfatto, mentre il 14,6% non si considera sufficientemente soddisfatto.

Le prospettive per il futuro si dividono tra chi intende continuare i propri studi e chi preferisce inserirsi nel mondo del lavoro. I numeri mostrano come il 69,3% abbia intenzione di continuare con la propria carriera accademica, specialmente grazie a una laurea biennale magistrale (il 48,1%).

Tra chi, invece, decide di mettersi alla ricerca di un impiego, il 70,1% desidera un lavoro nel settore pubblico, mentre il 46,3% in quello privato. La maggioranza preferisce ottenere un lavoro nella stessa provincia degli studi (72,1%), con contratto a tutele crescenti (86%) e a tempo pieno (81,6%).

 

 

 

 

 

 

 

 

Debora Guglielmino

Classe '94, la passione per l'informazione e il giornalismo mi accompagna sin da quando ero ancora una ragazzina. Studentessa di Scienze della Comunicazione, amo la lettura e le atmosfere patinate ed eleganti tratteggiate nei romanzi della Austen. Appassionata e ambiziosa, sogno di poter un giorno conoscere il mondo e di raccontarlo attraverso una penna e un taccuino.

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