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“Codamozza” avvistata a Catania: la storia della balenottera senza coda a causa dell’uomo [VIDEO]

La balenottera nota con il nome Codamozza è stata avvistata al largo di Catania nei giorni scorsi e continua a nuotare nel Mediterraneo sebbene le sue condizioni stiano evidentemente peggiorando.

Codamozza è il nome di una balenottera che si aggira nel Mediterraneo, nota per la sua triste particolarità: è infatti priva della coda, atto che certamente porta la firma dell’essere umano. Si presume, infatti, che la coda sia stata tranciata durante una collisione con un’imbarcazione. La balenottera, come dimostra il video dell’associazione MareCamp, è stata recentemente avvistata al largo di Catania, ed è stata ripresa finendo sugli schermi di molti siciliani.

Codamozza è arrivata la mattina del 13 giugno davanti a Catania. E continua a puntare verso sud, ma è stremata e non si sa finché potrà continuare ad andare avanti.

È una balenottera comune, il secondo animale più grande al mondo, dopo la balenottera azzurra. Un gigante da 20 metri e 50 tonnellate, comune nel Mediterraneo. Lei (o lui, il sesso non si sa) non ha più la coda. Tranciata probabilmente da un’elica, o segata lentamente da una lenza. Già nel 2005 non ne aveva più metà.

Per questa ragione, i ricercatori dell’istituto Tethys, il centro di ricerca sui cetacei del Mediterraneo, l’avevano chiamata Codamozza. Per questa mutilazione, aveva un modo particolare di immergersi, tirando fuori il moncherino, diversamente dal resto della sua specie. Ma adesso, la coda non ce l’ha più del tutto. Forse un altro incidente, forse una necrosi che è andata avanti. Ma Codamozza non si ferma.

Nell’ottobre scorso era stata avvistata al largo della Spagna e delle Francia, poi in Siria e in Grecia. Nei giorni scorsi l’hanno vista al largo della Calabria. E la mattina del 13 giugno i volontari della onlus MareCamp l’hanno individuata davanti a Catania. In pochi mesi, ha attraversato tutto il Mediterraneo da una parte all’altra, e poi ha continuato. Ma ora Codamozza è allo stremo, non ce la fa più, spiegano i ricercatori di Tethys.

È magra, ha i fianchi scavati, sta troppo tempo in superficie. Probabilmente, senza la coda non riesce ad immergersi alla profondità dove si trova il plancton di cui si nutre. Una balenottera può rimanere anche mesi senza mangiare, consumando lo strato di grasso. Probabilmente, sta consumando le sue ultime riserve. Ma non si arrende.

Punta verso sud, cercando ancora un po’ di plancton. La Guardia Costiera la controlla a distanza. Tethys invita a non avvicinarla con le barche, per non causarle ulteriore stress. L’uomo l’ha mutilata, ha rovinato la sua vita, l’ha fatta soffrire e ora l’ha condannata a morire di fame. Ma lei continua ad andare. Finché ci sarà mare, lei continuerà a nuotare. Quella è la sua vita, quello è il suo mondo. Finché il Mediterraneo non la prenderà con sé.

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