La quarantena, annessa alla chiusura totale della Regione, ha dato i suoi frutti: secondo l'Istat, infatti, l'Isola si piazza al penultimo posto in Italia per mortalità.

Col passare dei giorni, le settimane trascorse in quarantena sembrano quasi un antico ricordo. Sebbene l’allerta resti massima, il popolo italiano può respirare fuori dalle proprie abitazioni – seppur coperto da una mascherina. Il lockdown ha dato i suoi frutti e lo si può notare – ma se questo non bastasse, ci pensa l’Istat ad evidenziarne l’utilità, tramite la classifica delle regioni in base al tasso di mortalità.
Leggendola, la Sicilia può dirsi orgogliosa: si trova infatti al penultimo posto, seguita solamente dalla Basilicata. L’indagine, basata sull’83,3% dei comuni siciliani e sull’87,9% della popolazione residente, evidenzia come, su un totale di 16.795 decessi, solamente il 4.2% è legato alle conseguenze di un contagio da Covid-19. Un dato soddisfacente, che il Presidente della Regione Musumeci ha definito solamente “Una battaglia vinta, ma non una guerra”.
Il Presidente, durante la visita all’ex zona rossa di Agira, ha voluto affermare che “la linea del rigore e della fermezza alla fine ha pagato. Enna è la provincia più colpita in Sicilia, abbiamo dovuto dichiarare due zone rosse. Oggi sappiamo che quella brutta esperienza è passata. Ora dobbiamo sperare che gli scienziati riescano a trovare prima possibile il vaccino. L’economia rischia di essere la nuova epidemia da affrontare”.
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