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L’augurio di fine anno del Presidente Musumeci: “Dio benedica la nostra Isola”

Il tradizionale augurio di fine anno del Presidente della Regione Sicilia ai suoi concittadini: " La nostra Isola deve diventare un luogo in cui valga la pena di investire, con un ruolo di centralità economica e culturale rispetto al bacino mediterraneo. La strada è lunga ma l'abbiamo già imboccata!"

Siciliani,
alla vigilia del nuovo anno sento di rivolgere a ciascuno di Voi, ovunque siate nel mondo, l’augurio più sincero di ogni bene, anche a nome del Governo regionale che da 24 mesi ho l’onore di guidare, per volontà popolare.
Quello che ci lasciamo alle spalle è stato un altro anno di duro lavoro, come impone del resto la difficile condizione di una Regione che da tanto tempo vive una crisi diffusa in quasi tutti i settori. Siamo in coda in molte classifiche nazionali e stiamo pesantemente pagando omissioni ed errori recenti e remoti, compiuti tanto a Palermo quanto a Roma. Con quel passato -fatto non solo di ombre- abbiamo definitivamente chiuso. E il faticoso lavoro di questi primi due anni alla Regione comincia a dare alcuni incoraggianti risultati: il Pil sale più del previsto e l’occupazione è in lieve aumento; nell’ultimo trimestre si è rilevata la crescita del nostro export e l’industria delle costruzioni è in ripresa, grazie anche all’azione del Governo regionale che ha molto accelerato sulla spesa pubblica per investimenti, raddoppiando il numero di gare d’appalto rispetto al 2017. In centinaia di cantieri oggi si lavora nei Comuni dell’Isola con risorse messe a disposizione dalla Regione.
Sui fondi europei il mio Governo ha vinto la sfida per il secondo anno consecutivo, certificando oltre un miliardo e cento milioni di euro per infrastrutture, beni e servizi, a sostegno di migliaia di imprese siciliane, in tutti i settori economici.

Stiamo lentamente uscendo anche dalla emergenza rifiuti: la raccolta differenziata è passata dal 17 al 40 per cento, per l’impegno di tanti Sindaci e di milioni di cittadini, mentre il Governo regionale lavora per dotare l’Isola di altri impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti e per rendere l’ambiente più sano e vivibile.
Ma siamo solo all’inizio della ripresa: lo squilibrio finanziario della Regione, accumulatosi in un quarto di secolo, ci impedisce di agire come vorremmo. Dopo anni di sprechi e festini, oggi impongono a noi di operare al bilancio pesanti tagli: risaneremo pure le finanze regionali ma non faremo mai gravare sulle fasce più deboli il peso di colpe altrui.
Al Governo nazionale, che ci ammette ad una rateizzazione decennale del disavanzo, chiediamo però più attenzione per la Sicilia: qui servono grandi infrastrutture, reti ferroviarie efficienti, autostrade sicure, strade statali e provinciali percorribili, procedure burocratiche snelle, tariffe aeree ridotte, prodotti petroliferi defiscalizzati, enti locali con risorse certe. La nostra Isola deve diventare un luogo in cui valga la pena di investire, con un ruolo non più periferico ma di centralità economica e culturale rispetto al bacino mediterraneo. Questo è l’ambizioso obiettivo per cui continueremo a lavorare nell’immediato futuro.
Ci vorranno ancora anni di duro e appassionato impegno da parte di tutti, neutralizzando la insidiosa illegalità ed il diffuso sentimento di rassegnazione che da secoli accompagna noi Siciliani. La strada è lunga ma l’abbiamo già imboccata.

Dio benedica la nostra Isola. E tanti auguri a ciascuno di Voi.

Nello Musumeci
Presidente della Regione Siciliana

Alessia Longhitano

Catanese di nascita e giarrese d'adozione, classe 1991. Sin da piccola, si appassiona alla lettura di classici e alla scrittura di storie fantastiche, dal fascino noir. Nel 2015, si laurea in Lettere Moderne all'Università di Catania e dopo due anni sabatici, è prossima a conseguire la laurea magistrale in Filologia Moderna. La sua passione smodata per la scrittura nasce dall'osservare e riflettere criticamente sui fatti intorno a sè, cercando di darne una prospettiva quanto più oggettiva possibile. Instancabile sognatrice, si sente cittadina del mondo: da qui nasce il desiderio di visitare quanti più posti possibili in tutte e cinque i continenti. Spera, forse un po troppo utopisticamente, di lasciare il mondo più bello di come lo ha trovato nascendo e scrivendo riflette spesso questo suo sogno.

Pubblicato da
Alessia Longhitano

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