Ricorre oggi l'anniversario della morte di Stefania Noce, la studentessa catanese vittima di femminicidio nel 2011.

Sono già trascorsi otto anni da quel 27 dicembre 2011, giorno che sconvolse il Catanese per la morte della studentessa Stefania Noce. La giovane 24enne di Licodia Eubea, studentessa di Lettere e Filosofia all’Università di Catania, fu vittima di femminicidio da parte dell’ex fidanzato Loris Gagliano.
In quell’occasione, anche il nonno di Stefania rimase vittima della furia omicida di Gagliano, il quale è stato condannato all’ergastolo nel 2014. Nonostante ciò, comunque, la morte di Stefania rimane tutt’oggi una ferita aperta, in particolar modo per il paradosso della situazione.
Stefania Noce, infatti, era un’attiva femminista, una donna con le idee chiare circa le battaglie ancora da perseguire e pronta a schierarsi contro qualsiasi forma di violenza femminile. Noto, a tal proposito, il suo scritto “Ha ancora senso essere femministe“, dove appunto si afferma l’esigenza di proseguire il lavoro delle femministe. La giovane studentessa catanese, però, non poteva certo immaginare che presto anche lei sarebbe stata vittima della cieca violenza maschilista.
Nel 2014 a Stefania Noce è stata dedicata un’aula del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Unict, nello specifico l’aula A2 dei Benedettini. Sulla targa è possibile leggere alcune parole tratte dal suo scritto: “Nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, né di una religione”.
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