UNICT – Ricercatori dell’Ateneo vincono il “Ferring Research Innovation Grant 2019”

I docenti Giorgio Russo e Sebastiano Cimino collaboreranno con i colleghi Giovanni Li Volti e Rosario Caltabiano con un budget di 110 mila dollari per uno studio sul tumore alla vescica.

Giorgio Russo Sebastiano Cimino, dell’Unità operativa di Urologia dell’Università di Catania e docenti del dipartimento di Chirurgia generale e Specialità medico-chirurgiche, hanno vinto il prestigioso “Ferring Research Innovation Grant 2019”.

I docenti catanesi sono stati premiati per una ricerca sul tumore della vescica che svolgeranno insieme al prof. Giovanni Li Volti, ordinario di Biochimica nel dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche (Biometec) e Rosario Caltabiano, associato di Anatomia patologica nel dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e Tecnologie avanzate “Gian Filippo Ingrassia”. Il budget che avranno a disposizione i ricercatori etnei è di 110 mila dollari.

Lo studio premiato è incentrato su una variante purtroppo frequente di tumore della vescica, quello muscolo invasivo, ad elevato tasso di mortalità. Tutti i pazienti a cui è stato diagnosticato questo tipo di tumore della vescica “ad alto rischio” sono stati studiati con la tecnica dei Tissue Microarrays (TMA) che consente di investigare in modo simultaneo, efficiente, rapido numerosi campioni provenienti da diversi tipi di tessuti, al contrario delle tradizionali tecniche di indagine che si basano su sezioni di tessuto singolarmente messe su vetrino e “trattate” con biomarcatori.
Con queste ultime, se si volessero confrontare tra loro vari tessuti, si dovrebbe svolgere la stessa operazione per molte volte: un’attività dispendiosa in termini di tempo, che comporta il consumo di preziosi reperti di tessuto e l’utilizzo di grandi quantità di reagenti, spesso molto costosi.

Questa nuova tecnica verrà utilizzata in questo caso per l’identificazione e lo screening di pazienti portatori di una mutazione genetica specifica che aumenti il rischio di tumori aggressivi della vescica. In tal modo si potrebbe offrire uno screening per la diagnosi precoce del tumore vescicale mediante esami non invasivi ed poco costosi. Le scoperte derivanti da questo progetto potrebbero inoltre aprire la strada a nuove strategie di trattamento del tumore vescicale”.

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