Anni ed anni di lezioni trascorse fissando uno schermo per poi scoprire che i PowerPoint, ritenuti dalla maggior parte degli insegnanti mezzi fondamentali, andrebbero banditi: a dirlo, oggi, non sono solo gli studenti, lo ribadisce la ricerca.

Gli studenti associano sempre più spesso l’idea di una qualunque lezione a quella del Power Point. Un articolo pubblicato su The Convertion potrebbe dimostrare che non sempre l’uso di questo strumento sia utile per lo studente: secondo la ricerca, infatti, le università dovrebbero bandirne l’uso al fine di mantenere l’attenzione in aula.
Si tratta, senza dubbio, di una convinzione già largamente diffusa tra i più giovani ma resta difficile credere che possa divenire un consiglio accolto da tutti i docenti. Gran parte di questi, infatti, utilizzano le diapositive perché convinti che queste non solo vengano lette interamente ma possano addirittura migliorare apprendimento e voti degli studenti. E se, invece, non fosse così? Una ricerca volta a mettere a confronto l’insegnamento basato sulle diapositive con altri metodi (per esempio quello basato sulla risoluzione di problemi), ha dimostrato quanto gli insegnanti sovrastimino i PowerPoint, schierandosi a favore di qualsiasi altro mezzo.
Le slide infinite, a cui siamo ormai abituati, vengono dunque considerate nocive: tale teoria è supportata da varie ragioni.
In primo luogo queste inducono i docenti a ridurre tematiche complesse a frasi brevi, elenchi puntati, slogan eccessivamente semplificati, riassumendo al minimo ed annullando qualsiasi analisi approfondita. Sembrerebbe, di conseguenza, che le diapositive contribuiscano soltanto a illudere i frequentanti del corso: questi, desiderosi di leggere ogni dettaglio ed apprendere il segreto utile a superare l’esame, ricavano alla fine molto poco. Si delinea così l’idea di un metodo d’insegnamento poco interessante ed insufficientemente utile: non contribuirebbe, infatti, ad arricchire le conoscenze ma solo a pensare ad un corso qualsiasi come ad una semplice sequenza di diapositive.
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