Da venditore di rose a laureato in Medicina a Palermo: la storia di Rumon

La storia di Rumon è quella di un giovane che ha cambiato drasticamente la sua vita grazie alla sua determinazione, ma anche grazie alla solidarietà di alcune persone che lo hanno sostenuto in questo cambio di vita.

Rumon Siddique, un ragazzo di 27 anni originario del Bangladesh, dopo aver fatto per anni il venditore di rose, si è laureato in Medicina. La sua storia è diventata virare sui social e tra le persone che hanno inviato al giovane decine di messaggi di auguri per il suo traguardo. Una storia che dimostra come la tenacia, la determinazione e la fiducia possono permettere di ottenere grandi risultati. Rumon ci ha creduto e, aiutato anche dalla solidarietà delle persone che ha incontrato sulla strada, è riuscito a farcela. 

Il giovane è arrivato in Italia da bambino e dopo aver vissuto per cinque anni a Mantova, si è trasferito a Palermo nel 2004 dove per racimolare qualcosa ha cominciato a vendere rose per le strade. Ad avviare il ragazzo agli studi è stato il professor Nicola Carlisi (docente universitario di Diritto commerciale e governatore del Rotary) che lo ha sostenuto economicamente all’università nell’ambito del progetto “Concretizza i tuoi sogni”. Rumon ha conosciuto il professore in modo del tutto casuale. “La moglie del professore Carlisi – racconta Rumon su la Repubblica – aveva letto un mio tema sull’integrazione pubblicato su un giornale e così decise di venire a scuola per conoscermi. Le raccontai la mia storia, le motivazioni che mi avevano spinto ad allontanarmi dalla mia famiglia d’origine e a proseguire gli studi”.

La bella avventura di Rumon è iniziata proprio in questo modo, scandita dalla sua grande determinazione e dalla bontà dei tanti benefattori che l’hanno aiutato.”Palermo mi ha dato tanto e sono profondamente grato a questa città – ha detto il neolaureato – Ho avuto tanti angeli custodi al mio fianco, tra loro anche il notaio Salvatore Abbruscato che mi ha messo a disposizione una casa in cui vivere, provvedendo anche al pagamento delle utenze e l’ottico Giuseppe Galeazzo, che ha contribuito con una paghetta mensile di 350 euro al mio sostentamento. Non potrò mai ringraziarli abbastanza”.

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