Numero chiuso, si torna a parlare del modello francese: ecco come funziona

I test d’ammissione di questi giorni hanno rispolverato questioni su cui, puntualmente, si torna a parlare ogni anno: corsi di laurea a numero chiuso e migliaia di candidati che, sconfitti, rinunciano al proprio sogno.

Questa situazione riguarda, in particolare, l’accesso al corso di laurea in Medicina ed Odontoiatria, riservato a soli 9.779 fortunati su oltre 67 mila iscritti alla prova. Si tratta di un divario che causa aspre proteste da parte di candidati, genitori e associazioni universitarie, aprendo un dibattito che divide l’opinione pubblica: da un lato coloro che preferiscono mantenere il numero chiuso; dall’altro giovani ed adulti schierati a favore dell’introduzione di un nuovo meccanismo, il cosiddetto “modello francese”.

Sembrerebbe proprio che quest’ultima alternativa prescelta da molti e, probabilmente, anche dal nuovo Governo: un nuovo contratto firmato da Lega e Cinquestelle decreterebbe, infatti, il superamento del numero chiuso nelle università, garantendo così  l’accesso agli studi al più alto numero di studenti possibile.

Il modello francese rappresenterebbe una rivoluzione all’interno del sistema universitario nazionale, in quanto permetterebbe l’ammissione al primo anno di tutti i candidati e lo sbarramento ex post sulla base di esami e crediti. Non sembrerebbe, tuttavia, un’iniziativa completamente nuova ed originale dato che, già nel 2015, l’allora ministra dell’Istruzione Stefania Giannini l’aveva preso in considerazione  analizzando la situazione dei test di medicina: l’iniziativa, tuttavia, era fallita viste le numerose difficoltà a trovare risorse sufficienti per metterlo in pratica.

Oggi si ripresenta la possibilità di realizzare ciò che esiste da tempo in altri Stati e a cui anche gli Italiani, adesso, guardano ed aspirano: potrebbe rappresentare l’unica speranza di cambiare una triste realtà che riguarda ormai il 40% dei nostri corsi e, con essa, l’idea che il diritto allo studio non sia per tutti.

 

Marzia Gazzo

Marzia Gazzo nasce a Catania il 6 giugno 1998. Laureata in Lettere Moderne, collabora con la testata LiveUnict da maggio 2018. Da dicembre 2020 è coordinatrice della redazione. Ama leggere belle parole, ascoltare voci, raccontare storie.

Pubblicato da
Marzia Gazzo

Articoli recenti

Catania, blatte nel laboratorio di un bar-pasticceria: scatta la chiusura dopo il blitz dei Nas

Un laboratorio di produzione di un bar-pasticceria del centro storico è stato chiuso d'urgenza a…

13 Settembre 2026

Catania, Fiera dei Morti a Nesima a rischio? Chiesto un passo indietro

È netta la contrarietà del presidente del 4° Municipio di Catania, Rosario Cavallaro, all’ipotesi dell’Amministrazione…

12 Settembre 2026

Città Metropolitana di Catania, approvato il Rendiconto 2025: 73 milioni per nuove opere pubbliche

Passaggio fondamentale per i conti e lo sviluppo del territorio etneo: il Consiglio Metropolitano ha…

12 Settembre 2026

Assunzioni Enel: confermate altre 1.000 entrate in e-distribuzione

Arriva una svolta decisiva sul fronte dell'occupazione e del potenziamento delle infrastrutture energetiche in Italia:…

12 Settembre 2026

[VIDEO] Trantino contro i furbetti dei rifiuti: “Siete parassiti che distruggono Catania”

Un attacco diretto, senza filtri e dai toni durissimi. Il sindaco di Catania, Enrico Trantino,…

12 Settembre 2026

Presentatosi alla Polizia sulla Vespa d’epoca rubata 40 anni fa: la gaffe costa cara a un catanese

Si è presentato direttamente davanti agli uffici della Polizia di Stato guidando una Vespa d’epoca,…

11 Settembre 2026