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Test Medicina 2018: come fare ricorso

Si sono svolti i test di Medicina e si parla già di ricorsi: ecco le procedure e i dati relativi.

Dopo lo svolgimento del test di Medicia, si inizia già a parlare di ricorsi, nonostante la pubblicazione della graduatoria sia prevista per il 2 ottobre.

Il ricorso viene presentato per delle irregolarità che si sono verificate durante lo svolgimento del test e il primo passo è la richiesta di accesso agli atti per poi impugnare il bando. La domanda di ricorso può essere presentata una sola volta, secondo tre modalità:

  1. ricorso collettivo nazionale: relativo ad irregolarità generali durante lo svolgimento del test, ha un costo di 10 euro.
  2. ricorso colletivo locale: è il caso in cui più studenti si uniscono per segnalare irregolarità in un particolare ateneo dove il test si è svolto. Il costo varia in base al numero di aderenti.
  3. ricorso individuale: ha costi più alti perchè prevede una procedura interamente personale e l’invio di una richiesta al Miur tramite il proprio legale.

In merito alle scadenze, la domanda di ricorso al TAR può essere presentata entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria, nel caso di un ricorso normale, o entro 120 giorni nel caso di un ricorso straordinario. Tra le tipologie di ricorso più frequenti risultano quelle relative a plichi manomessi, presenza e uso di cellulari non segnalati sul momento, ammissioni irregolari, ritardi o in generale la mancata osservazione del regolamento.

Consulcesi, network legale per la difesa dei medici e degli aspiranti tali, ha dichiarato che quest’anno si stima il 40% in più di ricorsi, dato che solo 1 candidato su 6 riuscirà ad ottenere il posto desiderato. Infatti 67.005 studenti hanno sostenuto la prova per appena 9.779 posti a disposizione. “Più che una prova, il test di ingresso alle facoltà di Medicina è un salto nel buio costellato da numerose anomalie, destinate a innescare valanghe di contenziosi in Tribunale”, ha dichiarato.

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