All'annuncio dell'apertura in tempi brevi del Pronto soccorso del Policlinico, i sindacati si mostrano preoccupati: manca un preciso scadenziario.

Sembra che manchi ormai davvero poco all’apertura del nuovo pronto soccorso del Policlinico di Catania. L’apertura della nuova struttura ha subito alcuni ritardi era stata prevista per dopo le elezioni. Tuttavia, al momento la situazione suscita ancora delle preoccupazioni. È questo ciò che traspare da quanto dichiarato dai segretari provinciali delle federazioni Ugl sanità e Ugl medici, Carmelo Urzì e Aurelio Guglielmino, con il coordinatore nazionale del settore docenza e dirigenza della Ugl università, Raffaele Lanteri: “La notizia dell’apertura in tempi celeri del Pronto soccorso del Policlinico di Catania, non può che renderci soddisfatti essendo una struttura nuova che ormai da tempo deve essere messa a disposizioni dei cittadini. Non possiamo però nascondere le nostre preoccupazioni su quello che sarà il valzer dei pronto soccorso, in assenza di un preciso scadenziario”.
Ciò che lamentano i sindacati è proprio la mancanza di un calendario, con delle scadenze entro le quali realmente il nuovo pronto soccorso potrà essere finalmente consegnato alla città. Infatti, in assenza di un termine per la consegna della nuova struttura, la notizia dell’imminente apertura può sembrare ancora una volta una vana speranza.
“In passato, anche in occasione di tavoli tecnici alla presenza dell’amministrazione comunale, dell’assessorato regionale della salute e delle parti sociali – hanno aggiunto – si era trovato un accordo di massima sulla chiusura del pronto soccorso del Vittorio Emanuele e la contestuale apertura di quello del Policlinico, soltanto al momento in cui sarebbe stato attivato il punto di emergenza dell’ospedale San Marco di Librino, ma anche si sarebbe provveduto alla conclusione dei lavori di potenziamento del pronto soccorso del nosocomio Garibaldi di Catania centro. A nostro avviso – evidenziano – sono queste le condizioni di sicurezza minime che devono essere rispettate per garantire una fruibilità di cure a tutta l’utenza della città e delle sue periferie”.
Ciò che viene chiesta è la revoca della della circolare assessoriale che stabilisce la perentoria applicazione del Decreto Balduzzi così da evitare problemi alle strutture ospedaliere per via dello scarso personale disponibile. “Vogliamo evitare che i cittadini rimangano senza cure e i medici senza lavoro” hanno concluso i sindacalisti.
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