L'insediamento di un nuovo governo ha tenuto sulle spine i diciottenni di tutta Italia: i nati del 2000, infatti, hanno temuto per qualche tempo la scomparsa del celebre Bonus cultura. L'iniziativa, tuttavia, è destinata a sopravvivere, divenendo ben presto persino strutturale.

Cinquecento euro da spendere in prodotti culturali, come libri, dischi, teatro o cinema: i fortunati che hanno raggiunto la maggiore età tra il 2016 e il 2017 hanno potuto usufruire del bonus lanciato due anni fa dal governo di Matteo Renzi.
Arriva la conferma che i più giovani stavano attendendo con trepidazione: il ministro della Cultura Alberto Bonisoli conferma “18app” per il 2018 e 2019.
Si annuncia, inoltre, che il 2020 permetterà una trasformazione radicale dell’iniziativa, destinata a divenire un progetto strutturale per mezzo di interventi nelle scuole, volti ad indirizzare i ragazzi nella scelta dei prodotti culturali da acquistare e consumare. Il bonus cultura, infine, non sarà più esclusivamente rivolto ai neo maggiorenni ma riguarderà una più ampia fascia di cittadini.
“Nell’anno 2016 – ha spiegato Bonisoli nel suo intervento a Palazzo Madama – il 65% per cento dei soldi sono stati spesi dai diciottenni per acquistare libri, il 12% per cd e musica, il 10% per concerti, il resto per teatro, danza e altre attività. Ora è stata aggiunta la possibilità di acquistare libri, non prevista all’inizio dal provvedimento”.
L’elenco dei correttivi da mettere a punto per rendere il provvedimento strutturale verrà presto affidato ad una commissione di esperti.
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