Al Monastero dei Benedettini, si svolgerà un incontro per riflettere sull'uso della lingua e, in particolare, sulla violenza delle parole e sulle parole violente.

Si terrà mercoledì 30 maggio alle 10, presso l’aula 268 del Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, l’iniziativa intitolata: “Violenza delle parole e parole della violenza – Percorsi storico-linguistici dalle parole che fanno male alle parole che fanno paura“.
Nello specifico, si tratta di un incontro, organizzato nell’ambito del progetto Prometeo (Linea 3. Mediazione e alterità: “Parole primordiali” per comunicare in Europa), che prevede un seminario nella prima parte della giornata e una tavola rotonda a partire dalle 15.30.
All’incontro parteciperanno: Silvia Bonacchi (University of Warsaw) che terrà un intervento intitolato “Perché le parole ci feriscono? Considerazioni pragma-linguistiche sulla forza illocutiva degli insulti”; Paolo Villani (Disum, Unict) con “Il problema del turpiloquio in giapponese. Parole da non dire davanti ai bambini”; Arianna Rotondo (Disum, Unict) che parlerà di “«La dinamite dei popoli»: i linguaggi della violenza religiosa” e Francesco Barone (Disum, Unict), con “Parole di violenza o parole violentate? Campi semantici del lemma arabo jihād”.
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