“Affetto da Asperger, deve lasciare gli studi”: ora ha due lauree e un lavoro

Una madre racconta la vita del figlio affetto da sindrome di Asperger: i professori non volevano fargli continuare gli studi ma oggi Fabrizio ha due lauree e lavora a Nizza. Le difficoltà, racconta, sono state tante ma la tenacia e il coraggio hanno avuto la meglio.

Da piccolo gli era stato detto che aveva un ritardo mentale e che non avrebbe potuto studiare, ma oggi ha due lauree e lavora a Nizza: è la storia di Fabrizio, un ragazzo originario di Cuneo. A parlare di questa sorprendente storia è stata la madre del giovane, Marie-Rose, in un’intervista al Tgcom24, dove ha raccontato le difficoltà che hanno caratterizzato i primi anni del figlio e poi le grandi soddisfazioni che sono arrivate.

Nonostante avesse iniziato a parlare molto presto, da piccolo Fabrizio aveva però già dimostrato di avere qualcosa di diverso. Poiché aveva difficoltà a legare con altri bambini, la maestra aveva consigliato ai genitori di farlo visitare e, da quel momento in poi, per Fabrizio è iniziato un vero e proprio calvario: gli fu diagnosticato, infatti, un ritardo mentale di fronte al quale, secondo i medici, non c’era granché da fare.

I genitori tuttavia non si arresero e, dopo una serie di controlli, mentre Fabrizio frequentava la terza superiore, si capì da cosa era affetto: sindrome di Asperger, diagnosi fatta da un luminare dell’autismo.

Per Fabrizio non sono stati anni facili: dopo la terza media i professori non volevano fargli continuare gli studi, consigliando piuttosto una scuola professionale per imparare il lavoro del padre. Forse pensavano che non poteva aspirare ad altro, ma Fabrizio amava studiare e così con l’appoggio dei genitori ha deciso di iscriversi al liceo delle scienze umane.

In quest’altro percorso ha trovato degli ottimi professori che l’hanno spronato a continuare gli studi iscrivendosi all’università, e cosi è stato: dopo l’ottimo voto del diploma si è iscritto alla facoltà di Scienze Politiche, conseguendo la laurea triennale a Cuneo.

Dopo la laurea, la madre, originaria di Nizza, gli consigliò di spostarsi proprio nella città francese per fare un’esperienza lavorativa. Qui, Fabrizio, prese parte ad un progetto per lavoratori portatori di handicap: inizialmente affiancato da uno psicologo partecipò ad uno stage e poi venne chiamato per delle sostituzioni.

Piccoli passi che gli hanno permesso di acquistare fiducia in se stesso, al punto che ha deciso di frequentare la facoltà di giurisprudenza proprio a Nizza. Anche stavolta è stata un prova dura, ma Fabrizio pieno di volontà ha superato tutto brillantemente. È riuscito ad ambientarsi, ad imparare la lingua e studiando giorno e notte è riuscito a laurearsi in tempo e a trovare subito lavoro.

Oggi lavora nell’amministrazione pubblica e sogna una carriera nelle relazioni internazionali, vorrebbe occuparsi dei rapporti tra Francia e Italia. Nel frattempo, anche se sente la mancanza di casa e dei genitori, ha imparato a gestire le sue cose: ha comprato casa, sa cucinare, lavare i vestiti e stirarli. Proprio come un ragazzo della sua età, anzi forse anche più maturo di tanti altri suoi coetanei.

La madre conclude l’intervista affermando che i ragazzi affetti da sindrome di Asperger sono ragazzi straordinari, pieni di idee e fiducia nel futuro, e per ciò devono essere incoraggiati  e sostenuti. Perché un disturbo dello spettro autistico non può e non deve discriminarli.

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