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Terme della Rotonda, gioiello catanese a rischio: inciviltà o incuria?

Le Terme della Rotonda sono oggi un complesso monumentale di importanza storica e uno dei siti archeologici presenti nel catanese più apprezzati dai turisti. Un'evidente situazione di degrado, con rifiuti ed erbacce, lo deturpa all'interno e all'esterno: un caso di incuria amministrativa o di inciviltà?

Capita, a volte, di avere sotto al naso un numero infinito di bellezze ma di non accorgersene neanche. Capita spesso, e soprattutto, in una città come Catania, impregnata di storia e di cultura, di ritrovare un’opera d’arte nascosta in ogni angolo e di meravigliarsi a ogni passo. Per chi la vive ogni giorno, è facile abituarsi a una ricchezza del genere al punto da non vederla più, e talvolta di calpestarla, ma per i centinaia di turisti che affollano le nostre strade, la città etnea è un gioiello tutto da scoprire.

Sono proprio i turisti stranieri, che si incrociano quotidianamente tra le vie del centro storico, a chiedere più spesso indicazioni per  raggiungere i numerosi siti disseminati per la città. Uno dei più ricercati, assieme all’Anfiteatro e al Teatro Romano, è sicuramente quello delle Terme della Rotonda. Ubicato tra l’omonima via e le vie Gesuiti, Marino e della Mecca, si tratta di un vasto complesso termale che rappresenta una delle più importanti risorse archeologiche di Catania e una delle testimonianze più evidenti della dominazione romana nel nostro territorio.

La storia dell’attuale sito è parecchio intricata e sono moltissime le modifiche che l’hanno trasformato nel corso del tempo. Risalente al I-II secolo d.C. quando i romani vi costruirono l’impianto termale, pare che tale costruzione sia stata, in realtà, eretta su alcuni resti di un edificio termale più antico risalente all’età ellenistica. In epoca bizantina, poi, il sito venne trasformato in un luogo di culto con la costruzione dell’ex Basilica di Santa Maria della Rotonda, e nel IX secolo l’area fu anche arricchita da una necropoli che rimarrà in uso fino al tardo Rinascimento.

Con i terremoti del 1169 e i bombardamenti del 1943, tuttavia, l’intero complesso subì crolli di varia natura e pesanti danni che ne costrinsero la chiusura. Solo grazie a successivi scavi archeologici, tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, parte del vasto complesso archeologico venne riportata nuovamente alla luce. Ulteriori campagne di scavo e di restauro sono state infine condotte di recente, rispettivamente dal 2004 al 2008 e nel 2014, per permetterne la valorizzazione e la definitiva fruizione.

Aperte e poi richiuse ancora al pubblico, dopo una serie di vicissitudini legate alla carenza di fondi e di personale, le Terme della Rotonda hanno finalmente riaperto i battenti nel 2016. Attualmente, l’edificio è visitabile gratuitamente solo il mercoledì e la domenica dalle ore 9 alle ore 13 grazie all’Associazione Etna ‘ngeniousa. Si tratta, senza dubbio, di un importante traguardo per la rivalutazione del nostro patrimonio e di un’occasione unica, per catanesi e turisti, per visitare uno degli edifici più antichi e importanti di tutta l’Europa. Tuttavia, la famigerata incuria amministrativa unita all’inciviltà tutta catanese rischia di rovinare ancora una volta un bene prezioso e di farci rimanere un passo indietro rispetto agli altri Paesi.

Visitando il sito, infatti, soprattutto nei giorni festivi, non è difficile imbattersi in una situazione di evidente degrado che coinvolge la parte esterna del complesso e tutta l’aerea circostante. A cominciare dalle vie che costeggiano l’ingresso (Via Rotonda, Via Gesuiti e via della Mecca), è possibile notare come sporcizia, spazzatura, carta straccia ed erbacce costellino l’intero perimetro del monumento e, a tratti, ne impediscano la visuale.

All’interno del sito, poi, facendo un giro nella parte esteriore e all’aperto del complesso termale, sono moltissimi i rifiuti che saltano subito all’occhio dei visitatori: buste di plastica, fogli di giornale, blister di medicine, accendini e cicche di sigarette sono solo alcuni degli oggetti che è possibile individuare e che deturpano l’intero sito. Oggetti che qualcuno vi ha sicuramente gettato, ma che nessuno ha pensato di rimuovere: tornando in zona a distanza di qualche giorno, infatti, la situazione sembra invariata.

Poter godere, ancora oggi, di un bene di importanza storica europea è sicuramente un regalo prezioso e un vanto per una città culturalmente in ascesa come Catania. Riuscire a valorizzarlo e a tutelarlo quotidianamente e in maniera corretta sembra, però, indispensabile. Come altri monumenti che costellano il territorio etneo, le Terme della Rotonda sono una testimonianza storica preziosa e un’attrazione turistica da non sottovalutare: rischiare che vadano in rovina a causa dell’inciviltà di alcuni, dell’incuria o forse di una cattiva manutenzione può realmente essere considerata un’opzione?

 

Antonietta Bivona

Giornalista pubblicista e direttrice responsabile della testata giornalistica LiveUnict. Dopo un dottorato conseguito presso l'Università degli Studi di Catania, è ricercatrice in lingua e letteratura francese. Insegna nei corsi di laurea triennale e magistrale del Dipartimento di Studi classici, linguistici e della formazione dell'Università degli Studi di Enna. 📧 a.bivona@liveunict.com

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