L’attacco sarebbe avvenuto intorno alle 13.30 ora locale, a Toronto, dove nel frattempo si stava svolgendo la riunione del G7 dei ministri degli Esteri e degli Interni.

La matrice non sembrerebbe essere di origine terroristica, ma gli inquirenti non si sentono ancora di scartare alcuna ipotesi. Ciò che è certo è che ieri a Toronto, in Canada, intorno alle 19.30 ora italiana, uno studente di origine armena a bordo di un furgone noleggiato ha falciato i passanti per circa due chilometri su Yonge Street, l’arteria principale della città. Il bilancio è di dieci morti e quindici feriti.
Si tratterebbe di “un atto deliberato”, stando alle prime dichiarazioni della polizia canadese, “opera forse di un gesto di follia”. Tuttavia, gli inquirenti non si sentono di escludere nessuna ipotesi, in particolar modo la matrice terroristica, considerato che, a circa trenta chilometri dal luogo dell’attentato, si stava svolgendo la riunione dei ministri degli Esteri e degli Interni del G7, tra i quali Angelino Alfano e Marco Minniti.
Nulla di certo, quindi, se non la natura mentale non proprio stabile dell’attentatore, che avrebbe incitato le forze armate a sparagli in testa, minacciando gli agenti e puntando loro contro qualcosa a mo’ di arma. Lo studente è stato, così, ammanettato e portato via dalla polizia.
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