La nota associazione di hacker Anonymous ha hackerato il sito del Miur rubando più di 6 mila indirizzi email e password dei docenti e rivendicando l'attacco con un post su Twitter, in cui ha attaccato il Ministero dell'istruzione e la "buona scuola" dal valore così controverso.

Il Miur ha trasmesso una nota al fine di rassicurare gli utenti: “i dati pubblicati non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del Ministero“; infatti i componenti gestiti dalle società Almaviva-Fastweb e DXC-Leonardo, tutti peraltro contrassegnati dal dominio @istruzione.it, sulla base di un controllo effettuato risultano per la maggior parte non attivi, e le password degli account attivi in realtà non servono per accedere alla propria area riservata ma risultano essere solo degli hash, ossia dati derivati dalle password mediante delle operazioni matematiche.
È peraltro probabile che ad essere oggetto dell’attacco di Anonymous non sia stato proprio il sito del Miur ma altri siti dove gli utenti si sono registrati utilizzando la medesima posta elettronica del Miur; verranno fatti i dovuti controlli e il Ministero ha dichiarato che invierà a scopo di precauzione una email agli indirizzi hackerati incitando, gli utenti a cambiare password. Pertanto l’attacco di Anonymous non è andato a buon fine e la comunità dei docenti potrà rasserenarsi.
Ma già in precedenza il sito era stato attaccato dagli hacker, probabilmente sempre con l’intento di attaccare la legge della “buona scuola”: il 2 marzo sono stati hackerati diversi account, come afferma il Ministero, e in quel caso diverse informazioni appartenenti ai sistemi del Miur erano state trafugate, ma in quello stesso giorno gli account sono stati isolati e le verifiche sono tuttora in corso.
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