RICERCA – Mobilità nazionale: studenti universitari sempre più green ed ecologisti

La mobilità degli studenti universitari per la prima volta è stata oggetto di una indagine a livello nazionale. Non da poco le differenze in termini percentuali tra gli ideali e i dati di fatto. Molti sognano in “green” ma pochi mettono in atto questa opzione, scegliendo tuttavia la strada del compromesso. Lo studio italiano è il primo in Europa che fa luce su questi aspetti ed è stato l’impulso per la promozione di proposte da cui trarre ispirazione per i prossimi spostamenti.

Studenti italiani sempre più green ed ecologisti. Così pare stando ai dati presentati attraverso l’Indagine nazionale sugli spostamenti e la mobilità condivisa nelle Università. Una tendenza che forse fa anche leva sulla condizione economica dello studente universitario medio, sempre alle prese con la preoccupazione di risparmiare. Tagliare le spese è la parola d’ordine in Italia e i giovani hanno imparato presto come si fa. Ad ogni modo, almeno in questo caso, risparmiare coincide con la possibilità di raggiungere ottimi traguardi per la salubrità dell’ambiente cittadino. I dati sono chiari. su 70mila studenti ben il 61% degli preferisce andare a lezione in bicicletta e a piedi. Un risultato invidiabile e da cui le vecchie generazioni avrebbero da imparare.

Gli intervistati, provenienti da 37 università di tutta Italia, sono stati interpellati tramite la somministrazione di questionari online. Tra le domande, interessante quella che chiedeva di indicare quale fosse il problema sulla mobilità più sentito dagli intervistati. La risposta è stata quasi un plebiscito e non solo per gli studenti universitari, ma  anche da parte del personale tecnico- amministrativo e dai docenti. La gran parte infatti ha indicato che  il vero e grande problema è il traffico, specialmente per il campione del Sud Italia e delle Isole. Un traffico che gli studenti di Catania conoscono bene e con cui si scontrano ogni giorno. Altro problema sentito è quello dell’assenza o della scarsa frequenza e, figurarsi, puntualità dei mezzi pubblici.

Alla tavola rotonda di presentazione dell’indagine, sono state proposte alcune vie alternative per aggirare i problemi esposti. Tra le soluzioni incuriosisce la sharing mobilità, non solo condividendo le auto, ma anche le biciclette. A far optare per servizi di sharing mobility: convenienza economica, rispetto dell’ambiente, possibilità di non pagare il parcheggio e maggiore adeguatezza rispetto agli spostamenti personali.

Chiara M. Emma

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