
I corsi ad accesso programmato sono in aumento in molti atenei italiani. Anche dove era stato cancellato, la tendenza sembra quella di ritornare sempre al tanto odiato numero chiuso. Ma la domanda è perché gli atenei decidono di aumentare i corsi a numero chiuso?
Il numero chiuso rappresenta ogni anno un incubo per migliaia di studenti che si apprestano ad accedere ai corsi di laurea. A maggior ragione adesso che molti Atenei stanno decidendo di tornare al numero chiuso (leggi anche UNIVERSITÀ – Si torna al numero chiuso negli atenei italiani? Ecco cosa ne pensano gli studenti) e che altri stanno decidendo di introdurlo per la prima volta per determinati corsi, come nel recente caso della Statale di Milano. La decisione operata dalla Statale di Milano di rendere anche i corsi umanistici ad accesso programmato ha destato non polemiche e proteste, dato soprattutto che le vere ragioni di tale decisione rimangono oscure ai più.
Sembrerebbe che le reali motivazioni che spingono un numero sempre crescente di atenei a prevedere il numero chiuso per tutti o quasi i corsi di studio siano legate agli organici del personale docente. Infatti, dopo anni di tagli all’istruzione universitaria, è diminuito considerevolmente il numero di professori ordinari ed associati. Nel giro di un decennio si stima che siano scomparsi circa 10mila professori ordinari e associati dall’università italiana. Dal momento che, per essere accreditati, i corsi di laurea devono rispettare il rapporto tra numero di studenti e professori, la mancanza di docenti diventa un grosso problema. Per l’esattezza, per avere l’autorizzazione dal MIUR a far partire un corso di laurea sono richiesti almeno 9 docenti di ruolo, se esso è di primo livello, oppure 6, se si tratta di un percorso magistrale. Tuttavia, oltre un certo numero di iscritti, la quota di docenti deve aumentare in proporzione.
Risulta così che la tendenza ad introdurre il numero chiuso sia quasi una scelta obbligata operata dagli atenei che non potendo fare fronte alla mancanza di organico, per non compromettere l’offerta formativa dei corsi, debbono necessariamente limitare l’accesso attraverso il numero chiuso. Pertanto, in un quadro simile, dove si attende un accurato piano di assunzioni, intanto gli atenei si vedono costretti, il più delle volte, a introdurre il numero chiuso.
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