UNIVERSITÀ – Master, tasse e tirocini: cosa detrarre nella dichiarazione dei redditi

Spulciando la documentazione burocratica specifica e con l’aiuto di un buon commercialista, si può tentare di ottenere agevolazioni e detrazioni per le spese effettuate per svolgere i propri studi universitari. Ogni anno il Miur stabilisce parametri, limiti ed importi massimi. Facciamo il punto della situazione per il periodo d’imposta 2016.

Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi 2017 che, non scordiamo, fa riferimento all’anno 2016, è possibile ottenere una detrazione pari al 19% per il costo, relativo a tasse e contributi, che si è sostenuto per frequentare un corso di laurea erogato da un’università pubblica. Questo costo è detraibile senza limitazioni e comprende:

  • le tasse di immatricolazione e iscrizione,
  • le soprattasse di esami di profitto e laurea,
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea
  • la frequenza dei tirocini formativi attivi nelle facoltà universitarie o nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Da notare che questa detrazione è valida e conseguibile anche per gli studenti “fuori corso”. Non solo. L’agevolazione è ottenibile altresì per chi frequenta corsi universitari di specializzazione e di perfezionamento, master universitari, corsi di dottorato di ricerca, istituti tecnici superiori,  corsi ex Dpr 212/2005 all’interno dei Conservatori e degli istituti musicali pareggiati, ma non per quelli privati.

Infatti la situazione è diversa per chi frequenta corsi universitari, master o corsi di specializzazione in un’università privata. In questo caso la detrazione non potrà superare l’importo stabilito annualmente da decreto Miur e che per il periodo 2016 è stato regolato come da tabella del Dm 993/2016. Inoltre, tale importo cambia a seconda dell’area disciplinare e in base alla regione in cui ha sede l’ateneo che si frequenta. Equiparabile è il quadro di riferimento per chi è iscritto ad università telematica e che potrà basarsi sulle indicazioni della circolare 18/E/2016. Sempre nella medesima circolare, vengono chiarite le modalità per ottenere la detrazione per le spese relative a tasse e contribuiti universitari per i richiedenti che hanno frequentato corsi universitari all’estero. Questi potranno ottenere i benefici della detrazione facendo riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla stessa area disciplinare del corso che si è frequentato all’estero, ma siti nell’area geografica del domicilio fiscale dichiarata dallo studente.

Il decreto Miur riferito al periodo d’imposta 2016 indica che al limite di spesa considerato deve essere sommata la tassa regionale per il diritto allo studio, evidenzia quale sia l’ammontare massimo di spesa detraibile su tre zone geografiche ed include in tale limite anche la spesa per i test di ammissione. Per quanto riguarda quest’ultimo punto lo studente che abbia effettuato più test di ammissione per tentare l’accesso ad università non statali e che poi non si sia iscritto a nessuno di questi corsi, per ottenere la detrazione sulle spese dei test, dovrà guardare unicamente al limite di spesa più alto tra quelli dei vari corsi per cui ha svolto il test.

Nessun beneficio fiscale per le spese affrontate per viaggi, vitto e alloggio. Nonostante ciò, gli studenti universitari fuori sede potranno ottenere una detrazione dei canoni di locazione in base alle condizioni dettate dalla lettera 1-sexies dell’articolo 15 del Tuir.

Per approfondire l’argomento leggi  il Decreto ministeriale 993/2016.

 

Chiara M. Emma

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Chiara M. Emma

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