Categorie: Sociale e Welfare

L’Italia dei “raccomandati”: più semplice trovare lavoro tramite parenti e amici

Gli italiani sembrano non riporre molta fiducia negli strumenti che lo Stato offre loro per metterli in contatto con il mondo del lavoro. Si abbassa il numero di chi si rivolge ai centri per l’impiego ed aumentano i cittadini che cercano lavoro con il tradizionale metodo del passa- parola. Amici e parenti si confermano essere gli intermediari più efficaci per assicurarsi un impiego; una tendenza tutta italiana.

I dati Eurostat confermano un’opinione comune riguardo le modalità per ricercare lavoro da parte della popolazione attiva italiana. A dispetto del resto d’Europa, dove nel 2016 in media il 40,6 % delle persone in cerca di lavoro si rivolge ad un centro pubblico per l’impiego, in Italia solo il 25,6% si è rivolto all’agenzia per il lavoro, l’Anpal, istituita con il Jobs Act. Lecito chiedersi allora, quale sia il metodo più gettonato dagli italiani per trovare un impiego. La risposta arriva sempre da Eurostat e conferma quella che con grande probabilità è una deduzione diffusissima del sentire comune. Infatti, in Italia ben l’84,4% di chi cercava lavoro si è rivolto a parenti e amici, una tendenza che rimane perfettamente allineata con il dato dell’anno precedente.

Stando alla percentuale nazionale e comparandola con la media europea, risulta che l’abitudine italiana di rivolgersi all’appoggio di famiglia e amici per trovare lavoro è nettamente superiore alla media europea (70,7%) e oltrepassa per più di due volte la media della Germania, dove al contrario, la fiducia sembra totalmente essere riposta nell’efficienza del sistema pubblico, visto che ben il 75,6% di chi cerca lavoro in terra tedesca lo fa proprio tramite questa modalità.

La causa di questo modus operandi non si può neanche rimandare esclusivamente alla sfiducia nei confronti dei centri pubblici per l’impiego, in quanto si presenta molto bassa anche la percentuale di quelli che si rivolgono alle agenzie private per l’impiego: appena il 15,2%, contro il 24,2% della media europea.

Insomma, gli intermediari di fiducia per assicurarsi un posto di lavoro in Italia sono parenti ed amici: fare uno dei loro nomi e presentarsi direttamente in questo modo al datore di lavoro è una pratica talmente diffusa da non riuscire a destare tra i più nessuna forma di stupore.

 

Chiara M. Emma

Pubblicato da
Chiara M. Emma

Articoli recenti

ULTMA ORA – Autotrasporto in Sicilia, revocato il fermo dopo il vertice con Salvini: accordo sui fondi

Si chiude con una fumata bianca la difficile vertenza dell'autotrasporto che nell'ultima settimana ha tenuto…

20 Ottobre 2026

Concorso Agenzia delle Entrate per 622 assistenti: il bando riapre ai cittadini stranieri dopo la sentenza del Tribunale

Concorso Agenzia delle Entrate: importanti novità sul bando per 622 assistenti gestionali (riservato alle categorie protette).…

20 Ottobre 2026

Aumentano i presidi degli autotrasportatori in Sicilia ma Salvini assicura: “Pronti 430 milioni”

Sono ore di altissima tensione in tutta la Sicilia per la vertenza dell'autotrasporto e dell'agricoltura.…

20 Ottobre 2026

Social freezing, il diritto di scegliere: la fertilità non può essere un privilegio

C'è una domanda che molte donne si sentono rivolgere quando superano una certa età: «E…

20 Ottobre 2026

Nel Catanese, maxi sequestro di droga: coppia arrestata

Droga nascosta addosso e in casa: scatta l'arresto Maxi sequestro di sostanze stupefacenti a Caltagirone,…

20 Ottobre 2026

Debiti con il Comune di Catania, la scadenza è vicina

Un vecchio accertamento IMU, la TARI rimasta insoluta o una multa stradale che, con il…

20 Ottobre 2026