UNICT – Medaglia d’onore a Melissa Mead, mamma coraggio e ambasciatrice della campagna contro la sepsi

L’Università degli Studi di Catania consegnerà la medaglia d’onore dell’Ateneo all’inglese Melissa Mead, mbasciatrice della campagna “Una mamma senza un figlio / A mother without a child” promossa dalla UK Sepsis Trust con il Ministero della Salute e con Public Health England, a testimonianza dell’apprerezzamento e del sostegno della comunità accademica catanese verso le sue meritorie battaglie. 

Sarà il rettore, prof. Francesco Basile, a consegnare la medaglia, venerdì 10 marzo alle ore 17.00 nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Ateneo. Aprirà l’incontro il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Policlinico” di Catania Salvatore Paolo Cantaro, seguiranno gli interventi dell’oncologo Paolo Vigneri e del farmacologo Filippo Drago (direttore del dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche), e la testimonianza di Melissa Mead. La consegna dell’onorificenza avverrà nell’ambito di un incontro dal titolo “Patologie diffuse: grandi infezioni, epidemie invisibili, cronicità”. Le moderne patologie diffuse sono oggi rappresentate dalle nuove grandi infezioni, dalla insorgente cronicità e da una serie di epidemie “invisibili”, come appunto la sepsi, che si manifestano trasversalmente; ricerca globale e impegno della comunità scientifica e dei decisori politici non sono sufficienti ad arginare un fenomeno che sempre più necessita di coinvolgimento sociale, alleanza con gli utenti e testimonial delle nuove sfide.

La storia di questa “mamma coraggio” è davvero un esempio di forza. In seguito alla scomparsa del figlio William di appena un anno, avvenuta nel 2014, la Mead è impegnata in diverse iniziative di sensibilizzazione sulla particolare infezione – conosciuta nella forma più grave come setticemia – che, in Italia, ha un’incidenza maggiore dell’infarto, con 60 mila morti ogni anno ed un tasso del 40-60% di mortalità ospedaliera nelle forme più gravi. Attraverso la sua pagina Facebook e con video e interventi pubblici lavora perché nessuna altra donna provi il suo stesso dolore, combattendo tenacemente per far conoscere rischi e caratteristiche della sepsi.

 

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