Categorie: Attualità

Disabili in Sicilia: numeri gonfiati, pure i morti godono dell’assistenza

Da qualche settimana è scoppiato il caso disabili in Sicilia che ha visto contrapporsi al Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, il regista palermitano Pif. In un video che ha fatto il giro del web, il regista ha preso a cuore la questione, tanto da chiamare Crocetta e urlare al telefono le proprie ragioni.

La situazione da allora sembra che si stia sbloccando. Il governatore ha ricevuto un verbale firmato da un gruppo di specialisti dell’azienda sanitaria di Palermo e ciò che esce fuori è un quadro di una Sicilia non proprio regolare. Infatti, i disabili “gravissimi” beneficiari di contributi statali erogati dall’assessorato alla Famiglia sono molto meno di quelli che fanno parte degli elenchi ufficiali.

Diverse sono le città in cui il numero dei disabili è “gonfiato”. A Misilmeri, sono 47 su 110 quelli bisognosi di assistenza H24. A Partinico, su 149 istanze, solo 26 sono quelle riconosciute per disabili gravissimi. Ad Agrigento, sono 262 su 719 segnalati dai distretti socio-sanitari all’assessorato alla Famiglia. Ma c’è ancora di più. Un altro dato controverso emerge dai rapporti e, cioè, quello dei pazienti che figurano negli elenchi presentati dai Comuni nel 2016 e che risultano morti. Sono 15 a Misilmeri, 7 a Partinico e 35 nell’agrigentino.

Dopo un primo controllo, Rosario Crocetta ha affermato: «Non so se le famiglie di questi disabili deceduti percepiscano ancora un contributo. No, non posso assolutamente dirlo. Bisogna essere cauti». E in effetti, nello stesso verbale dell’Asp di Palermo, si dice che a Partinico il servizio domiciliare è assicurato a una platea di disabili dalla quale sono esclusi i 7 deceduti. E a Misilmeri la sindaca Rosalia Staderelli insorge: «I fondi del 2016, anno cui fa riferimento l’elenco, non sono neppure stati erogati. È ovvio che qualcuno è morto, nel frattempo, ed è altrettanto ovvio che non avrà l’assisttenza».

Un quadro che lascia perplessa tutta la popolazione siciliana. Era davvero necessario l’intervento di Pif e della televisione per dare una scossa alla situazione?

 

 

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