
Il trattamento chirurgico multimodale per la cura dei tumori cerebrali sperimentato dalla Clinica Neurologica dell’Università di Catania vola sulla copertina della rivista americana ‘Neurosurgery’. Si tratta di una tecnica messa in atto dal prof. Giuseppe Barbagallo per il trattamento delle neoplasie cerebrali. Essa prevede l’uso della TAC intraoperatoria combinata con la fluorescenza con 5-ALA – acido 5-aminolevulinico.
I vantaggi di queste tecniche innovative sono essenzialmente legate al fatto che l’operatore può interagire meglio con il paziente ottenendo dei preziosi feedback che aiutano nello svolgimento dell’intervento. “Mediante la metodica della multimodalità – ha spiegato il prof. Barbagallo in un comunicato stampa – si pone il neurochirurgo nelle condizioni di “vedere”, passo dopo passo, cosa vi sia al livello microscopico lungo la via seguita per asportare una neoplasia, e quali funzioni nervose si potrebbero ledere aggredendo con il bisturi questa o quell’altra porzione di tessuto cerebrale. Può aumentare in modo estremamente significativo la percentuale di resezione dei tumori che infiltrano il cervello, riducendo in modo altrettanto significativo il rischio di creare deficit neurologici postoperatori”.
La Clinica Neurologica dell’Università di Catania è l’unica in Sicilia e una delle poche in Italia ad usare la TAC intra-operatoria. Questa dà maggiori possibilità di eradicare i tumori con percentuali di resezione che superano il 98%, anche quando si tratta di tumori maligni.
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