Prevenzione

Meningite, studentesse uccise dallo stesso batterio: ecco cosa è accaduto

Dalle analisi dell’Iss è emerso che le due studentesse, che studiavano a Milano, sono state stroncate dall’identico batterio. Due le ipotesi: che siano state contagiate da un unico portatore sano o che il tasso di portatori sani della dipartimento di Chimica sia più alto della media.

Grande allarmismo ha suscitato la morte di Flavia Roncalli e Alessandra Covezzi, le due studentesse di Chimica morte a soli quattro mesi di distanza a causa della meningite, determinata per l’esattezza da un tipo particolarmente aggressivo di meningococco C.

Cosa fare? Ecco alcune informazioni utili per comprende meglio la malattia e cercare di combatterla.

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Il batterio della meningite è presente abitualmente nella gola in un notevole numero di persone, anche se in modo latente, ovvero senza determinare sintomi patologici. Talvolta il batterio “slatentizza” , penetra nell’organismo di altre persone sane, causando meningite, ovvero una grave infiammazione a livello delle meningi.

“Il vero serbatoio di questo batterio non sono i malati, ma i portatori sani, come quello che ha contagiato le due ragazze milanesi – ha scritto sulla sua pagina Facebook il medico Roberto Burioni –  in particolare o gli adolescenti ed i giovani adulti, che da molti studi risultano essere quelli che con più “efficacia” albergano e diffondono il batterio”.

Come fare allora a difendersi? La vaccinazione sembra essere la via migliore. Il vaccino infatti riesce a proteggere il singolo individuo dalla malattia ma al contempo riduce il numero complessivo di portatori sani. In questo modo si crea quella che è nota come “immunità di gregge”, poiché la riduzione del numero di portatori sani si traduce in una diminuzione della circolazione del batterio responsabile della malattia.

Controverse sono le discussioni circa i danni potenzialmente causati dal vaccino, ma finora si può affermare che i vantaggi della vaccinazione superano di gran lunga gli svantaggi.  “Decidendo di non vaccinare i vostri figli,– conclude il Dottor Burioni – fate un grave danno a loro ed un bel regalo al meningococco, che grazie alle vostre scelte circola con più facilità”.

A proposito dell'autore

Simona Lorenzano

Cresciuta ad Agrigento, terra in cui ha respirato la grecità a pieni polmoni, consegue la maturità presso il Liceo Classico Empedocle. La passione per la salute e il benessere la spingono a laurearsi in Infermieristica a Catania. Scrive su Live UniCT sin dal primo anno di università e continua a coltivare il suo amore per la scrittura, la musica e le discipline umanistiche. Per citare Plinio il Vecchio: “Non lasciar passare neanche un giorno senza scrivere una riga”.