
È forse l’argomento più chiacchierato dall’inizio di Rio 2016, da quando la medaglia d’oro Michael Phelps ha fatto il suo ingresso in gara con delle macchie rosse sulla pelle, suscitando curiosità, apprensione e in alcuni ilarità per l’aspetto.
Il cupping, o coppettazione, una tecnica della medicina tradizionale cinese, è la responsabile di queste macchie sulla pelle, ed è un metodo curativo alternativo che sta spopolando tra diverse personalità dello showbiz.
Consiste nell’applicare delle coppette, di vetro o plastica, sulla cute; le coppette sono private dell’aria al loro interno cosi che la pelle aderisca alla coppetta per una decina di minuti. Lo scopo è quello di promuovere la circolazione sanguigna e linfatica, riportando effetti benefici nel trattamento di malattie respiratorie, digestive e ginecologiche.
Molti però ricorrono a questa forma di medicina alternativa per il trattamento della cellulite,favorendo il drenaggio e il microcircolo, e per accelerare il recupero muscolare, proprio come il campione olimpico che a proposito ha dichiarato di aver ricorso per un po’ a questo trattamento prima degli incontri. Ma non è il solo, altri atleti come la nuotatrice americana Dana Vollmer, Cody Miller, Nathan Adrian e il ginnasta americano Alexander Naddour si dicono entusiasti del cupping.
Al momento, come riporta uno studio pubblicato dal Time, nonostante le antiestetiche macchie causate dalla rottura dei capillari in seguito all’aspirazione, la maggior parte degli studi condotti non riporta seri effetti collaterali sulla salute.
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