CATANIA – Presentato piano urbanistico del centro storico: tutti i dettagli del cambiamento

Una proposta avanzata dall’amministrazione comunale per la città, in modo da favorire il recupero di alcune aree del centro storico di Catania e per incentivare la rigenerazione delle aree urbane degradate. Nella variante del piano urbanistico del centro storico, formulata sulla legge regionale 10 luglio 2015, è presente chiaramente l’idea che l’amministrazione ha del centro storico: un propulsore economico, sociale e culturale e polo di attrazione turistica.

Tra i punti presi in considerazione nella proposta, uno riguarda il futuro dell’ospedale Vittorio Emanuele, che si appresterà a diventare il più grande campus universitario del meridione d’Italia e un importante centro di servizi sociali, mentre per il Santa Marta si prevede l’abbattimento dell’opera in cemento che da anni copre l’edificio storico.

Altro punto importante, sarà l’abbattimento del muro doganale e dunque la completa apertura del porto alla città. Lo studio relativo alla zona di San Giovanni Galermo e San Cristoforo è in corso di predisposizione. Per ultimo, ma non meno importante, la questione riguardante San Berillo. Come afferma Grazia Patanè: “Un lavoro svolto in sinergia, il metodo giusto per ottenere buoni risultati. Garantisco il mio impegno personale e quello della Soprintendenza affinché si cambi passo rispetto al passato, non consentirò ritardi o comportamenti che possano rallentare qualsiasi cosa già fatta”.

“Mi ero impegnato – ha spiegato il sindaco Enzo Bianco – prima della mia elezione a sindaco a varare il nuovo regolamento edilizio che da sessanta anni Catania non aveva più, a fare una variante del centro storico della città e poi ad iniziare un percorso di città metropolitana con un PRG per tutto il suo territorio e infine il PRG della città. Oggi il secondo di questi impegni, la variante, è stato onorato. Abbiamo censito in questi mesi la quasi totalità degli immobili dei centri storici della città: di quello settecentesco, di quello ottocentesco, di quello novecentesco, di quello di San Giovanni Galermo, ed anche quello di zone degradate come San Cristoforo e piazza Palestro. Completato questo censimento abbiamo classificato gli immobili. Tutto questo comporta una rigenerazione urbana di straordinario livello, in piena sintonia con la Soprintendenza, il Genio Civile e gli ordini professionali”.

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