
“Ho avuto la fortuna di frequentare l’ultimo corso di Letteratura italiana moderna tenuto dalla professoressa Padovani, la sua voce era debole e stanca, ma la sua passione resterà viva e forte nel ricordo di quelle lezioni”, scrive uno studente sul suo profilo Facebook.
E ancora una studentessa dell’Ateneo, ricordando la scelta singolare della prof., che aveva inserito nel suo programma un testo sulle donne e il cancro: “C’è un filo rosso che lega le donne, le donne che sanno amare, le donne che sanno lottare e vincere. C’è un filo rosso che tiene insieme le donne a cui la vita ha fatto un immenso dono: LA SCRITTURA. C’è un filo rosso a cui si aggrappano le grandi donne perché quando cadono sanno come rialzarsi e continuano a camminare, a correre, a volare..Impetuose e inarrestabili. C’è un filo rosso con cui scrivo GRAZIE. Grazie per avermi fatto sognare, scoprire, imparare. Grazie perché a questo filo rosso mi sono legata anch’io. A Gisella Padovani che ha vinto contro la tempesta”.
Una docente preparata, che ha sempre dimostrato umanità e passione per l’insegnamento, tanto che una sua ex studentessa, anche a distanza di tempo, la ricorda così: “A più di 10 anni dalla laurea, quindi qualcuno in più dall’esame di Metodologia e storia della critica letteraria, ricordo ancora tutto grazie al suo modo coinvolgente e appassionato di fare lezione. Condoglianze alla famiglia”.
Ai saluti degli allievi si aggiunge anche il ricordo commosso dei docenti che con lei hanno condiviso gli anni della sua carriera.
Il professore Antonio Di Grado così ha salutato la sua collega dai “capelli rossi”: “Apprendo in questo momento che oggi pomeriggio ci ha lasciati Gisella Padovani. La ragazzina dai capelli rossi. Così la conobbi, da lontano, alla scuola media Capuana. Carina, prima della classe. Poi da collega, giorno per giorno per quarant’anni e più. Seria, scrupolosa, con quell’ombra di inappagata malinconia. Infine la lotta col male. Se n’è andata anche lei. Come Saro e Gaetano, come Antonio e Alida, come Mauro. Ombre nel monastero. E dietro ogni porta, una camera verde“.
E ancora il professore Giuseppe Traina: “Oggi se n’è andata Gisella Padovani: una studiosa seria, un’italianista di valore, forse non celebre (come invece lo sono i francocordelli dalle interviste un tanto al chilo) ma dedita al suo lavoro e ai suoi studenti come poche altre persone mi sia capitato di conoscere”.
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