ALZA LA VOCE – Giurisprudenza: lauree in aula fatiscente, niente Aula Magna

Pubblichiamo la lettera inviataci da uno studente.

“Senza girarci intorno, il percorso che deve affrontare uno studente di Giurisprudenza assomiglia più ad un calvario che ad un’esperienza accademica. Sarà per la necessità di fare lezione in cinema dismessi (anche se il Polo Roccaromana ha ovviato almeno a questo problema), sarà per le materie da 18 crediti e 1300 pagine di articoli e nozioni, sarà per i professori “a volte” poco equilibrati o il piano di studi oggettivamente vecchio e inutile ai fini delle professioni. Sarà per tutti questi motivi e per tanti altri. Ma, in un bellissimo giorno che nessuno studente potrà mai dimenticare, le materie finiscono e l’ultima firma viene apposta sull’obsoleto libretto blu, tutti i crediti sono stati accumulati e tutti i professori sono stati affrontati e vinti. Arriva il momento di laurearsi, di gettarsi alle spalle la sfacchinata e iniziare, temprati, un nuovo percorso.

Le lauree a Villa Cerami, l’antica e prestigiosa sede della Facoltà di Giurisprudenza, situata alla fine di via Crociferi, sono uno spettacolo barocco come pochi ne sono rimasti nei nostri atenei. Forse secondo qualcuno è esagerato tanto sfarzo, forse i saloni antichi bardati di legno, velluto e tessuto non sono più graditi nel 2015. E invece no. Credetemi, per uno studente di Giurisprudenza l’indossare quella toga con le maniche ornate di merletti bianchi è uno dei sogni ricorrenti, il motivo che ci manda avanti e il simbolo, sicuramente opulento ed esagerato, di un traguardo importante.

Questa piccola e materialistica gioia non la proveranno gli studenti che si laureeranno nella sessione di Novembre, che pochi non sono; oltretutto non vi sono date certe sulla fine dei lavori e potrebbero protrarsi fino alle sessioni di gennaio, febbraio e aprile.

A quanto pare, dopo aver iniziato i lavori che hanno reso inagibile la famosa scalinata e la maggior parte del giardino, ci si è resi conto che fossero necessari degli interventi alla pavimentazione stessa della villa, ampliando le aree precluse e i disagi conseguenti (essendo questo periodo di lezioni).
Come se non bastasse, i sagaci ingegneri responsabili dei lavori hanno scoperto che il vecchio sistema di riscaldamento che attraversa il pavimento dell’Aula Magna è completamente da rifare per evitare un imminente crollo; eppure in quell’aula fino a 5 o 6 giorni fa si svolgevano esami, molto probabilmente quando la consapevolezza di questa pericolosità già vi era.

Nessuno vuole attaccare i lavori che, a quanto pare, sono doverosi e necessari; anzi, siamo felici che qualcuno si prenda finalmente cura di quella preziosa gemma che Villa Cerami è.
Quello che gli studenti si domandano è perché questi lavori non sono stati fatti durante il periodo estivo o, ancora meglio, tra la fine di novembre e la metà di gennaio, un periodo di più di un mese e mezzo che, verosimilmente, sarebbe bastato e non avrebbe rovinato un giorno tanto importante ai neo dottori.

La “soluzione” trovata è stata quella di spostare le lauree in “Aula 1”, un’aula che, checché se ne possa dire, è fatiscente e poco idonea ad un momento tanto importante. Si sarebbe potuta utilizzare la chiesetta monumentale di via Auletta, già di proprietà della facoltà o, ancora meglio, il palazzo centrale di piazza Università.

Quel momento atteso che avrebbe dovuto ripagare lo studente dei tanti sacrifici fatti, forse, si tramuterà in un sorriso a mezza bocca per non avere ottenuto il momento che ci si era guadagnati”.

Francesco Giuseppe Marino

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Francesco Giuseppe Marino

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