Categorie: Attualità

PARIGI – La lettera di una sopravvissuta: “Provavo a non muovermi”


L’Europa piange le vittime degli attacchi terroristici a Parigi, più di cento vite spezzate e moltissimi sogni infranti. Le parole sicuramente non potranno mai esprimere abbastanza la tristezza che portiamo nel cuore, ma quelle della sopravvissuta Isobel Bowdery potrebbero farci riflettere…

“Non penseresti mai possa accadere a te. Era solo un venerdì notte ad un concerto rock. L’atmosfera era allegra e tutti sorridevano e ballavano. E quando l’uomo ha fatto capolino all’entrata frontale e ha iniziato a sparare, innocentemente abbiamo pensato fosse parte dello show. Non è stato solo un attacco terrorista, è stato un massacro. Dozzine di persone sono state sparate di fronte a me. Piscine di sangue che ricoprivano il pavimento. Pianti di uomini adulti che stringevano le loro donne ormai morte. Futuri distrutti, famiglie spezzate. In un istante. Scioccata e sola, ho finto di essere morta per più di un’ora, sdraiata in mezzo alle persone che stavano lì ad osservare i loro cari privi di vita. Trattenevo il respiro, provavo a non muovermi, a non piangere. Sono stata davvero fortunata a sopravvivere. Molti altri invece non ce l’hanno fatta. Le stesse persone che erano lì per lo stesso mio motivo- ovvero divertirsi in un venerdì sera-erano tutte innocenti.

Questo mondo è crudele, azioni come queste evidenziano la depravazione umana e l’immagine di quegli uomini che ci circondavano come avvoltoi, mi perseguiterà per tutta la vita. La freddezza con cui hanno sparato agli innocenti attorno a me, non sembrava reale. Ho sperato arrivasse qualcuno a dirmi che fosse solo un brutto incubo. Essere una sopravvissuta di questo orrore mi dà modo di parlarvi degli eroi.
All’uomo che mi ha raccolta e stretta alla testa mentre piangevo, alle ultime parole d’amore delle coppie presenti che continuano a farmi sperare nel buono che c’è nel mondo, alla polizia che ha salvato centinaia di persone fino agli estranei che mi hanno raccolta dalla strada e consolata per tutti i 45 minuti durante i quali pensavo che l’uomo che amavo fosse morto. All’uomo ferito che ho scambiato per lui e che, una volta assodato non lo fosse, mi ha stretta a se dicendomi che tutto sarebbe andato per il meglio nonostante fosse spaventato e solo lui stesso.

Alla donna che ha aperto le porte di casa sua ai sopravvissuti e all’amico che mi ha offerto protezione ed è andato a comprare nuovi abiti per me in modo tale da non dover più indossare questa canottiera insanguinata. A tutti voi che avete mandato messaggi di solidarietà- tutti voi mi fate ancora sperare nel buono che c’è nel mondo. Affinché queste cose non riaccadano. Il mio pensiero va soprattutto alle 80 vittime innocenti, che oggi non avranno la fortuna di svegliarsi accanto ai loro cari, i quali stanno cercando con tutte le loro forze di sopravvivere a questo enorme dolore.

Mi dispiace tanto, niente potrà porre rimedio e mettere fine a questo enorme dolore. Mi sento privilegiata per essere stata con loro fino all’ultimo respiro.  Il loro ultimo pensiero non è andato agli animali che hanno causato tutto questo dolore, ma ai loro amati. Mentre stavo sdraiata nel sangue, in attesa della pallottola che avrebbe messo fine ai miei 22 anni, ho rivisto le facce di tutte le persone amate e sottovoce ho detto loro “ti amo”. Più e più volte. Nella speranza che le persone da me amate potessero sapere quanto tenessi a loro. La scorsa notte, le vite di tante persone sono state stravolte e ora tocca a noi essere parte di un mondo migliore e persone migliori.  Viviamo la vita che questi innocenti non hanno potuto vivere, la vita che sognavano di avere e che mai si realizzerà. RIP angeli. Non sarete mai dimenticati.”

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