Categorie: Moda e Life Style

Miss Italia 2015: storia di un grande flop

Da qualche ora è stata eletta la più bella d’Italia e quest’evento, non per giusti meriti, non è passato in sordina come invece accadrà a lei tra qualche giorno.

La reginetta, poco prima dell’incoronazione, alla domanda in quale epoca storica ti sarebbe piaciuto vivere, ha risposto col sorriso sulle labbra, il 1942 per poter vivere la guerra, tanto lei era donna e ‘sti cavoli i morti, la divisa, l’olocausto, le persecuzioni e molto altro.

Lasciando stare questa triste pagina di tv, vorrei soffermarmi sulle altre piaghe che si sono imbattute su Miss Italia e queste immagini non mi fanno ancor dormire la notte.
Simona Ventura, reduce da un rave di botulino impazzito, non riusciva neanche a tenere gli occhi aperti, errori a ripetizione come se non fosse riuscita a ripassare la lezione la sera prima e con outfits di pessimo livello. Dov’è finita la super Simo di una volta, quando vestiva solo Dolce&Gabbana? Evidentemente hanno ridotto i fondi e le hanno anche negato uno shampoo con piega prima della diretta.

Vladimir Luxuria giudice ad un contest di bellezza, non di drag, risulta essere forse la più elegante e competente, ma del resto tra un attore, uno chef e un presidente di una squadra di calcio, si vince facile.

Gli ospiti recuperati da un centro per tossicodipendenti.

Costumi da bagno in finalissima che neanche la più recondita scuola di ginnastica artistica della provincia di Enna farebbe indossare alle bambine del primo corso.

Belle, molto più belle, non arrivate neanche in finale, come i grandi classici del cinema piazzati solo in seconda serata perché prima c’è Zalone, perché una col seno grande fa curvy e così si rilancia l’immagine della moda e nessuno polemizza sulla questione anoressia. Anni di lotta femminista e poi ancora a far concorsi per farsi dire quanto si è belle, ma almeno riuscissero a dire pure quanto siete brave, e no, non sia mai, vi impegnate pure ad apparire stupide ed ignoranti e questa tristemente è l’immagine che si dà di un intero paese.

Io voglio sperare che si andata come ci raccontano i The Jackal.
E’ la versione più plausibile

 

Francesca Abate

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Francesca Abate

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