I social network sono ormai parte integrante del web e della società moderna. Nonostante sia indiscussa la loro elevata diffusione e popolarità nel mondo odierno, lo stesso non si può della loro effettiva utilità, unica qualità in grado di elevarli dallo stato di semplice centro di aggregazione digitale e, molto più spesso, centro di pubblico pettegolezzo. Di social network ne esistono un’infinità, di vario tipo, rivolti a varie fasce di pubblico, e, soprattutto, con finalità anch’esse diversificate.

Proprio su un principio di utilità si fonda il singolare e, per adesso, unico nel suo genere, social network Carenity.
Nato nel 2011 secondo un progetto del suo presidente e fondatore Michael Chekroun, Carenity, pur seguendo le orme dei notissimi Twitter e Facebook , è caratterizzato dall’essere interamente dedicato alla salute. L’ utenza a cui si rivolge è costituita da pazienti affetti da patologie; un’équipe medica altamente qualificata, seguita da un comitato scientifico ed etico, fungono invece da moderatori, preoccupandosi di controllare discussioni e contenuti multimediali condivisi, verificando che siano validi sia scientificamente che eticamente.

Il target
Il target del social network è la fascia di persone affette da malattie croniche, quindi con una maggioranza statistica di over 65, ossia la maggioranza della popolazione afflitta da malattie e problemi legati all’età. Ciò non toglie che anche soggetti giovani o relativamente giovani affetti da patologie, nonché parenti e persone vicine a portatori di patologia, possano usufruirne, in particolare per tenersi aggiornati sulle nuove ricerche e sperimentazioni relative alla malattia di interesse.

Le finalità
La prima finalità dichiarata è ovviamente quella di contribuire al progresso medico. Per far ciò, il modello collaborativo di Carenity si avvale di vari strumenti, tra i quali indagini ed analisi on-line con raccolta e condivisione di dati in forma anonima, ed anche applicazioni utili a monitorare lo stato di salute del paziente, sviluppate in collaborazione col personale medico. Tutto è articolato a partire dalla volontà di accrescere la condivisione fra paziente e paziente e fra paziente e specialisti, così da migliorare cure e servizi medici. Altra finalità, per certi versi più importante della prima, è quella di abbattere lo stato di solitudine del malato. I pazienti potranno, infatti, mettersi in contatto tra loro e condividere esperienze.

Come funziona
Oltre ai normali dati, come indirizzo email, nome utente e password, l’iscrizione al social network richiede anche l’inserimento della patologia dalla quale il malato è interessato: basterà inserire le iniziali della malattia perché appaia una lista di opzioni prefissate. Dopo la registrazione, l’utente avrà a disposizione due utilizzi del suo profilo. Il primo è un utilizzo prettamente sociale, in quanto i membri di Carenity diventano parte di un forum di persone che condividono la loro stessa malattia, una “community” dove potranno condividere informazioni, esperienze, ma anche emozioni e stati d’animo, sia tramite il forum vero e proprio, che mediante un sistema di messaggistica privata.
Il secondo è un utilizzo personale. Ogni utente disporrà del suo “profilo sanitario”, aggiornabile e modificabile. Nel profilo potranno essere inseriti vari tipi di dati, tra i quali i trattamenti prescritti, l’osservanza del trattamento e gli effetti benefici o indesiderabili ricevuti. Ad essi si aggiungerà una sezione comprendente indicatori generali e diversi criteri propri alla patologia principale, con la possibilità di aggiungere indicatori di monitoraggio riguardanti una patologia secondaria. Risultato delle informazioni inserite sarà una “tabella di bordo” grafica e stampabile, che potrà anche essere fornita al medico curante.
Infine, ogni utente potrà attivare un servizio di promemoria tramite e-mail ed sms, comodo per evitare di dimenticare visite ed appuntamenti medici.

La diffusione
Carenity è già molto diffuso in diversi paesi europei, in particolare in Francia, sua terra natia. Per quanto riguarda l’Italia, in terra nostrana il social è ancora relativamente nuovo, ma già attivo. Per ulteriori curiosità ed informazioni, rimandiamo alla pagina ufficiale ed alla pagina facebook associata.

Daniele Di Stefano

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