Medicina a Enna: retta da 9 mila euro. Il rettore Pignataro chiede spiegazioni a Crocetta

I sogni costano… e sono anche cari. Per raggiungere i propri sogni si deve faticare, sudare e…pagare.

Ben 9 mila euro.  È questo il prezzo per gli studenti che vorranno diventare medici e lo faranno studiando nei due nuovi corsi, nati dalla collaborazione tra la Fondazione Proserpina e l’università “Dunarea de Jos” di Galati in Romania.

I due nuovi corsi di Medicina e farmacia e Professioni sanitarie hanno aperto uno spiraglio di luce. Ma solo un numero esiguo di studenti potrà essere ammesso, sono disponibili 60 posti per ogni corso e il bando sarà pronto entro settembre.

Chi vorrà essere ammesso dovrà prima seguire un corso di rumeno per dieci settimane. Sì, perché le lezioni verranno svolte in rumeno con insegnanti stranieri. Una piccola isola di felicità, a pochi passi da casa, per tutti quei ragazzi che avevano pensato di prendere una scorciatoia e andare in Romania.

“Il titolo sarà riconosciuto – spiega Crisafulli – perché la Romania ha la sua agenzia di valutazione accreditata con l’Ue per accedere gli studenti dovranno seguire un nostro corso intensivo di dieci settimane e di lingua romena. Dopo potranno accedere ai test di ammissione seguendo i criteri delle università statali della Romania. I corsi di rumeno sono previsti per fine settembre, i test per novembre, in tempo per partire con l’anno accademico 2015-16″.

E, udite udite, gli studenti potranno esercitarsi sui cadaveri in Romania, dato che Italia non è legale.

Ma la notizia ha destato scalpore e, immediatamente, gli studenti hanno fatto sentire la propria opinione. Da una parte l’Unione degli universitari parla di privilegiati che hanno la possibilità di pagare e non restare esclusi dal serratissimo test d’ammissione, dall’altra alcuni studenti di Medicina hanno scritto una lettera aperta per chiedere alle autorità nazionali che la professione medica sia tutelata.

Leggi anche Medicina a Enna: la reazione degli studenti sui social network.

Non ha tardato la reazione di Giacomo Pignataro, rettore dell’Università di Catania e presidente del coordinamento dei rettori delle università siciliane, che ha fatto notare a Repubblica.it: “Ma come, quest’anno la Regione ha detto al ministero che aveva un fabbisogno di medici pari al 50 per cento rispetto allo scorso anno, facendoci tagliare il numero di posti da mettere in palio nelle nostre Scuole di medicina, e adesso autorizza altri 120 posti ai rumeni?”.

“E poi, a che titolo – continua il Rettore – questi studenti faranno il tirocinio nelle strutture sanitarie della Regione? E, ancora, questo titolo avrà lo stesso valore del nostro? Hanno avuto i pareri dei ministeri? Quando si parla di facoltà medicina occorre stare molto attenti e lo voglio dire chiaramente alla famiglie siciliane”.

Leggi Medicina ad Enna: si studierà in rumeno e la laurea avrà valore equipollente

Leggi Arriva l’ufficialità, ad Enna i corsi di Medicina/Farmacia e Professioni infermieristiche

Alessia Costanzo

Laureata in Filologia moderna, attualmente è direttrice responsabile della testata giornalistica LiveUnict e lavora come copywriter. Dopo aver scoperto il Content marketing, la sua passione per la comunicazione si è trasformata, legandosi ai Social media, alla SEO e al Copywriting.

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