Attualità Società Università di Catania

Lo studente universitario in crisi: la sua estate in 5 fasi

Studenti in spiaggia

“Estate è dove gli studenti cercano di riposarsi,

mare, esami non dati, cfu da accumulare.

È studiare al mare, asciugarsi con le pagine del libro

costumi non sfruttati, vacanze da recuperare, la pelle dal pallore spettrale”.

L’estate dello studente universitario potrebbe suonare così: un groviglio di emozioni, di tensioni, di riposo da recuperare e di stress da affrontare.

Lo studente universitario medio è perennemente diviso da una parte tra il bisogno atavico di recuperare un po’ delle energie perdute sotto esami, dall’altra tra il desiderio di darsi alle vacanze ignoranti e al divertimento no-stop e ancora tra il senso di colpa per lo studio rimandato e per i libri che lo aspettano sulla scrivania, che nel frattempo si riempiono di polvere.

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Non esistono più quelle vacanze di tre mesi, talmente lunghe da rendere quasi possibile il passaggio dal desiderio di  divertimento alla noia. No, lo studente universitario, dal momento in cui diventa tale, può dire addio alle lunghe vacanze estive di una volta. I mesi di relax diventano settimane, le settimane giorni e i giorni finiscono per scorrere troppo in fretta.

Qualunque facoltà tu frequenti, che tu sia fuoricorso o in regola, che sia una matricola o all’ultimo anno, non potrai  non rivederti in quelle che sono le 5 fasi della tipica estate dello studente universitario:

  1. Inizio giugno – metà luglio. Il caldo comincia a farsi sentire e si è nel pieno della sessione estiva. Gli esami incombono, lo stress è alle stelle e l’ansia di non farcela è troppa. Non esiste il giorno o la notte, qualunque momento è buono per studiare e la vita sociale la vivi solo su Facebook. Per le donne, in particolare, la fase si fa critica. L’estetista non ti vede da troppo tempo e il tuo outfit principale consiste in un pigiama/tuta da alternare al pigiama/tuta della notte.
  2. Fine luglio – primi di agosto. Gli esami sono finiti, evviva evviva! Il caldo continua a crescere ma non importa, ormai tutto è ammesso, zanzare comprese. I primi tempi dopo l’ultimo esame scorrono così veloci, tra festini e serate varie e le mattine passate a dormire come Dio comanda. La libertà che si prova dopo l’ultimo esame è qualcosa di inspiegabile, gioia allo stato puro. Niente in quel momento sembra impossibile.
  3. Agosto inoltrato. Le vacanze – quelle serie- sono in pieno svolgimento. Mare, montagna, piscina e altro ancora. Ci si dà alla pazza gioia come se non ci fosse un domani e ci si sente quasi di nuovo sedicenni. E se il 14 ferragosto rappresenta lo spannung, l’apice del tutto, il 15 già preannuncia l’inevitabile. E dal 16 agosto una fastidiosa sensazione comincia a prendere il sopravvento e l’aria diventa viziata per colpa di quel terribile sentimento che accompagna lo studente l’80% del suo tempo: il senso di colpa.
  4. Fine agosto. Ormai il mare si fa sempre più raro. I libri sono ricomparsi sulla scrivania ed è cominciato il conto alla rovescia. La sessione di settembre si avvicina, la più temibile e la meno sopportabile. Rimettersi a studiare si presenta come un’impresa insormontabile e sembra quasi che tra il riaccendere il cervello e il ricevere una tonnellata di mattoni sulla testa non ci sia tanta differenza. Figuriamoci poi se si è costretti a studiare a mare perché la tua famiglia ha affittato la casa di villeggiatura per un mese e non ha intenzione di mollarla in anticipo. Mai ‘na gioia, insomma.
  5. Inizio settembre. La sessione è ormai giunta e le vacanze sono un lontano ricordo. L’abbronzatura va scomparendo e il pigiama sta ritornando in auge come tuo migliore amico. Gli esami sono ormai vicini e l’unica cosa da fare è studiare.

Unica consolazione? Non sei l’unico costretto alla clausura forzata.

Buone vacanze da Live Unict a tutti gli studenti universitari in crisi!

A proposito dell'autore

Paola Rachele Perno

Studentessa di Linguistica, telefilm dipendente e divoratrice di libri. L'uso dell'iperbole mi mantiene giovane.
https://twitter.com/PaolaPerno