Altro Attualità Libri Scuola Università di Catania

SalTo15: Un liceo calatino vincitore del Premio di Letteratura dantesca

pelandroni

I Pelandroni della montagna hanno vinto il concorso nazionale di Letteratura dantesca.

Stiamo parlando di due classi del Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Caltagirone, guidate dal professore di letteratura italiana Faillaci Gianfranco, che hanno partecipato al concorso nazionale, bandito ogni anno dall’Accademia della Crusca e dalla casa editrice Loescher, con un video che li ha condotti nel Canto IV del Purgatorio dantesco.

Si tratta di una lettura in chiave moderna del famoso Canto della Divina Commedia che li ha portati alla vittoria e alla premiazione avvenuta in occasione del Salone Internazionale del libro di Torino. A premiarli il famoso linguista Francesco Sabatini.
Le motivazioni che hanno spinto la giuria a conferire il primo posto alla scuola del calatino non solo valorizzano il loro lavoro e impegno, ma anche la loro originalità e la loro capacità nell’aver reso Dante uno scrittore vicino agli studenti: “Un filmato arguto, divertente, che gioca su un ritmo incalzante, su attori espressivi, e su una serie di trovate ironiche, ma sempre filologicamente coerenti con il testo dantesco“.

I ragazzi e il loro professore hanno deciso di devolvere il premio di mille euro ricevuto all’Unicef per sostenere l’emergenza in Nepal.

Il Virgilio dei Pelandroni calatini, Giuseppe Federico, e Davide Pernice, che si è impegnato dietro le telecamere, ci hanno raccontato la loro esperienza al Salone del Libro e anche il loro rapporto con Dante e il suo capolavoro.

1. Quando avete deciso di partecipare al Premio di Letteratura dantesca? E perché la vostra scelta è ricaduta sul Canto IV del Purgatorio?

Giuseppe: «La proposta di partecipare al concorso ci è stata avanzata dal nostro professore di lettere, Gianfranco Faillaci, e noi siamo stati subito entusiasti all’idea di recitare e leggere quello che senza dubbio possiamo definire una delle opere più belle ed importanti della storia della letteratura mondiale. Il concorso prevedeva la scelta di uno dei canti non recitati negli anni precedenti, e noi abbiamo preferito tra tutti quelli disponibili il quarto del Purgatorio, nel quale ritroviamo il simpaticissimo personaggio di Belacqua, ritratto nel nostro video nelle vesti di un ubriacone che beve birra “Cealis”, ma “Imported from Hell”».

Davide: «Abbiamo deciso di partecipare al Premio di Lettura Dantesca perché, anche se potrebbe sembrare strano, siamo sempre stati attratti dalla Divina Commedia. Forse è l’aria che si respira a Caltagirone o magari è solo merito del professore Faillaci, chi può dirlo. Fatto sta che qualcosa ci ha portato a rappresentare un canto della Divina Commedia, precisamente il IV. Il motivo per cui sia stato scelto proprio questo deriva da una situazione divertente, infatti mentre il professore Faillaci parlava del IV Canto, tutti fummo ispirati dalla figura di Belacqua il quale ricordava molto il nostro caro amico Bruno. Così quando ci fu proposto di partecipare al concorso non abbiamo avuto alcun dubbio, d’altronde avevamo già uno dei protagonisti».

2. Rileggere Dante in chiave moderna, e talvolta “ironica”, è sicuramente un’idea originale per approcciarsi ai testi resi aridi dalle lunghe ore di spiegazione. Quanto entrare nelle pagine di Dante ha cambiato la vostra idea sul suo capolavoro?

Giuseppe: «Beh, come quella della birra a cui mi riferivo precedentemente, abbiamo cercato di inserire nel video una serie di trovate ironiche (a quanto pare piaciute a pubblico e giudici professionisti!) per riscoprire Dante con divertimento e serietà allo stesso tempo, come siamo stati onorati di leggere nelle motivazioni della nostra vittoria, scritte dai giudici e lette al momento della proclamazione dei vincitori dal professore Sabatini. Ovviamente questo modo di vedere la Commedia ci ha permesso, lo dico sinceramente, di innamorarci dell’opera dantesca, di impararne il vero significato senza stare piegato sui libri, ma scherzando con gli amici: ciò non vuol dire che non ci sia stata una fase di studio approfondito del testo, di preparazione della sceneggiatura, ma avendo fatto tutto questo, insieme alle lunghe riprese e al montaggio, con l’entusiasmo di dare vita a un cortometraggio la fatica non si è fatta sentire! Ecco, questa esperienza ci ha permesso di apprendere insieme divertendoci insieme e quindi di trasformare il testo dantesco da “causa di lunghi pomeriggi di studi” a “mezzo di divertimento”! Studiare i classici è bello!».

Davide: «Sicuramente questa esperienza ci ha portato a rivalutare Dante in maniera del tutto positiva, non che non fosse già per noi un modello da seguire, ma ora siamo pienamente convinti che la Divina Commedia è il capolavoro italiano per eccellenza. Ci siamo resi conto di quanto un’ opera così lontana dai nostri tempi possa rispecchiarsi perfettamente nella nostra epoca e portare anche ad una risata spontanea».

3. Vivere da protagonisti il Salone Internazionale del Libro di Torino è un privilegio e un’occasione di formazione importante. Cosa vi ha lasciato questa esperienza?

Giuseppe: «Ovviamente tutti noi speravamo nella vittoria, ma non tutti ci credevano… vincere e dunque risultare protagonisti di un’importante premiazione al Salone è stato fantastico, la gioia è stata enorme: insomma, i ricordi saranno indelebili (in senso positivo certamente!), l’esperienza bellissima, ma speriamo che non rimanga unica…».

Davide: «Il Salone Internazionale del Libro di Torino è stata un’esperienza che ricorderemo per molto tempo, abbiamo ricevuto complimenti, applausi e tanto altro; senza dubbio eravamo consapevoli di aver dato il nostro meglio, ma sicuramente non ci aspettavamo un successo del genere. Sono felicissimo di quello che è stato e penso che tutti porteremo questa esperienza con noi raccontandola anche a chi verrà dopo. Finalmente possiamo dire a testa alta di aver vinto un premio prestigioso che ha portato noi e la nostra scuola ad un livello superiore. Abbiamo dimostrato che tutti possono farcela, anche dei ragazzi di una semplice scuola provinciale».

4. Il prossimo anno vi aspetta non solo la maturità, ma anche l’ultima passeggiata con Dante per le “vie” del Paradiso. Siete pronti per realizzare un altro video?

Giuseppe: «Dicevo appunto che l’esperienza è stata fantastica e spero che non rimanga unica… è vero, l’anno prossimo saremo d’esami, ma i pelandroni si sforzeranno di trovare il tempo per un bel ritorno…».

Davide: «Si, siamo pronti a divertirci ancora con il nostro caro beniamino, ricordiamo infatti che le riprese sono state prima di tutto un divertimento e poi, solo successivamente, un compito da rispettare entro un tempo limite. Senza alcun dubbio vogliamo rifare le stesse esperienze provando anche il prossimo anno a scalare la vetta, sarà sicuramente un’impresa ardua ma questa storia ci ha insegnato che tutte le vette possono essere scalate, e dopo averlo fatto una volta non sarà difficile farlo ancora».

5. Ditemi tre motivi per leggere Dante nel 2015.

Giuseppe: «Tre motivi per leggere Dante adesso? 1) I classici non invecchiano mai: forse nella forma, ma il contenuto può sempre riscoprirsi assolutamente attuale! 2) Con Dante si passa dalle emozioni forti all’allegria, dalla serietà e dall’autorevolezza al divertento: Dante non ci fa mancare niente, divino! 3) I Pelandroni hanno vinto un concorso di lettura dantesca».

Davide: «Solo 3 motivi? Un primo motivo sta nella lettura in se, che suscita immagini nella mente che portano ad un’immersione completa nell’opera, quindi quando leggiamo Dante probabilmente abbiamo la sensazione di sognare. Un secondo motivo potrebbe essere l’attualità che, come abbiamo già detto, è presente nell’opera dantesca. Ma non dimentichiamo che Dante è prima di tutto un poeta, ed è proprio la sua perfezione formale e le sue rime azzeccate che ci portano ad apprezzare ancor di più la sua opera».

A proposito dell'autore

Agrippina Alessandra Novella

Classe '92 . “Caffè, libri e tetris di parole”, ha definito la vita così, perché sono queste le tre cose che non devono mai mancarle. Legge da quando ha scoperto che i libri le fanno vivere più vite e sin da piccola scrive ovunque, perché le cose quando si scrivono rimangono. Cresciuta a Mineo è rimasta affascinata dagli scrittori che ivi hanno avuto i natali: Paolo Maura, Luigi Capuana e Giuseppe Bonaviri. Laureata in Lettere Classiche, presso l’Università di Catania, attualmente studia Italianistica all'Alma Mater di Bologna. Redattrice e proofreader per LiveUniCT e membro FAI.

Speciale Test Ammissione