
Un verbo usatissimo che a volte crea qualche problema è il verbo to like. Questo problema nasce fondamentalmente nella traduzione in quanto si traduce con il verbo italiano piacere che fa un ottimo lavoro come traduzione ma non rispecchia le caratteristiche grammaticali del verbo to like in inglese. Il verbo italiano piacere è intransitivo e ha la caratteristica che la cosa che piace è il soggetto della frase e la persona a cui piace è il complemento. Il verbo inglese to like invece è transitivo e ha come soggetto la persona a cui piace la cosa e come complemento la cosa che piace: esattamente l’opposto!
È ancora più problematico quando si tratta di solo pronomi:
Cerchiamo di evitare il problema con questo trucco:
Tradurre con piacere ma costruire come amare:
Dunque, risolto questo piccolo problema (spero), passiamo al problema di to like quando è abbinato a un altro verbo. In questo caso il verbo to like può essere seguito o da un gerundio o da un infinito. A volte c’è effettivamente poca differenza e si può scegliere liberamente, ma in realtà una differenza esiste:
To like seguito da un gerundio in inglese esprime molto meglio l’abbinamento tra il piacere e la pratica, l’abitudine:
La differenza è sottile, è vero, e spesso di poco rilevanza, ma quando si usa to like per parlare dei propri passatempi e abitudini (cosa che capita spesso) è sicuramente meglio utilizzare il gerundio piuttosto che l’infinito.
Attenzione però: in inglese si può usare il verbo to like anche per una cosa che non piace necessariamente e che è più un dovere che un piacere. In questo caso utilizziamo sempre l’infinito:
Esistono anche le espressioni to be like (carattere) e to look like (somiglianza fisica):
Distinguiamo dunque:
What is he like? ~ Che carattere ha? (In effetti la domanda è un po’ ambigua in quanto si potrebbe rispondere anche in termini di aspetto fisico).
What does he look like? ~ Che aspetto ha? (Questa domanda si riferisce esclusivamente all’aspetto fisico).
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