
Prima il nome e poi il cognome? O prima il cognome e poi il nome? Qual è la forma corretta per firmare? L’Accademia della Crusca risponde e ne spiega le motivazioni.
Piano di studi, certificazione linguistica, attestati dei laboratori, certificato di laurea: nella propria carriera universitaria, lo studente si trova a firmare moltissimi documenti. Prima il nome e poi il cognome per alcuni, per altri è tutto il contrario e si decide di porre prima il cognome e poi il nome. Ma vi siete mai chiesti qual è la forma giusta?
L’Accademia della Crusca ha risposto a questa domanda, spiegando quale sia la forma migliore da utilizzare e quali siano le eccezioni. L’ordine esatto è prima il nome e poi il cognome, almeno quando si tratta di firmare. Tra nome e cognome vengono invece posti i secondi nomi.
Esiste però un’eccezione: l’ordine può essere invertito nel caso in cui il nominativo debba essere inserito in un elenco alfabetico, che terrà sicuramente conto del cognome. In questo caso scriveremo, ad esempio, Manzoni Alessandro e non Alessandro Manzoni.
Qual è la motivazione di tutto ciò? “Eccettuato il caso di elenchi o indici che per comodità di ricerca richiedono lo stretto ordine alfabetico non c’è nessuna ragione di discostarsi dalla tradizione che consiglia di mettere innanzi il nome (prenome, infatti) al cognome”, sostiene Nereo Sacchiero. Fa, inoltre, riferimento ad alcune disposizioni legali, contenute nel nuovo Codice civile (Libro primo, articoli 6 e 91) e la legge sull’Ordinameto dello Stato Civile (articoli 42,45, 55, 73, 75, 77, 96, 126, 140, 181): “[quando] stabiliscono disposizioni concernenti le notizie personali, essi specificano con cura prima il nome e poi il cognome”.
Anche Giovanni Nencioni nel 1995 si è espresso sulla questione, criticando coloro che antepongono il cognome al nome, anche quando si tratta di una presentazione “orale”. Il cognome è una specificazione aggiunta al nome e nata per precisare alcuni fattori, come una professione, una caratteristica fisica o l’essere figlio di qualcuno.
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