Le Social Skills: le nuove frontiere del lavoro per neolaureati

 

Come aumentare le proprie opportunità d’impiego? Quali sono le attitudini più ricercate dalle aziende? Al primo posto arrivano le Social Skills.

Elemento che non può assolutamente mancare nel CV di un aspirante professionista è proprio la capacità di saper fare squadra. Le Social Skills sono, infatti, le abilità sociali che permettono di ottenere il massimo rendimento da un lavoro di gruppo. A dimostrarlo sono le ricerche di McKinsey e le indagini del Randstad Workmonitor su 33 Paesi del mondo per cui per il 69% dei dipendenti italiani lavorare in gruppo significa raggiungere maggiori e migliori performance piuttosto che lavorare individualmente”. Ma non solo: a rendere fondamentale quest’attitudine arrivano anche gli psicologi sociali Lewin e Tuckman. L’idea principale di Lewin era che “il gruppo è più della somma delle singole parti”, introducendo poi delle caratteristiche fondamentali del gruppo come l’interdipendenza, il senso di appartenenza, i valori e gli scopi comuni e l’influenza reciproca. Il lavoro di gruppo può essere definito addirittura esperienziale in quanto fa vivere in prima persona le “esperienze” ai partecipanti, che vengono sollecitati attraverso lo scambio e il contatto con gli altri in un clima d’interazione. Questo porta il lavoro di gruppo ad essere uno strumento, oltre che di formazione, anche d’incoraggiamento e assoluto miglioramento nella comunicazione con i clienti: si vuole, dunque, favorire modelli collaborativi creando un rapporto di fiducia con clienti interattivi e informati tramite le community.

Ma come avanzare e/o migliorare la costituzione del “gruppo di lavoro”?

L’evoluzione del gruppo di lavoro, in fondo, non è altro che un processo definito “teambuilding” che,  nell’ambito delle risorse umane, costituisce un insieme di attività formative, utilizzate con successo negli USA sui bambini e oggi, sempre più spesso, applicate a realtà aziendali con lo scopo di ottenere il massimo delle performance dai propri dipendenti. L’attività stimola infatti le aziende a riflettere sull’importanza di lavorare in contesti relazionali piacevoli.

Esso si contraddistingue per una serie di fattori: prima di tutto un gruppo di lavoro deve porsi degli obiettivi. L’obiettivo deve essere chiaro, fatto conoscere a tutti i membri e ci si deve identificare su di esso: questo però non basta, servono altri due elementi che sono la chiarezza e la condivisione per poter giungere a risultati attesi. Vengono a crearsi, dunque, delle Community collaborative in cui il ruolo gerarchico è fortemente ridimensionato e con principale obiettivo la pluralità di integrazioni, la coesione e interazione tra la membership.

Via allora allo sviluppo di nuovi modelli organizzativi sociali, al vero e proprio cambiamento sistemico e alla Social Organization.

Alessandra Presti

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