
Ciò che cambia è che mentre prima l’Iva per le “macchinette” si pagava in base al luogo dove erano situate (l’università e le scuole erano considerati luoghi agevolati), adesso è uguale indipendentemente dall’ubicazione dei distributori.
Sarà del tutto normale in questi giorni vedere lievitare i prezzi di bibite e merendine di 5, 10 o 20 centesimi. I gestori che hanno stipulato dei contratti di somministrazione, hanno il diritto di aumentare i prezzi adeguandoli all’incremento dell’Iva. All’ex monastero dei Benedettini, sede di Lettere, Lingue e Filosofia, un avviso è stato attaccato proprio alle macchinette di acqua e bevande. E dire che noi di Liveunict lo avevamo predetto in un vecchio articolo, ma si trattava solo di un pesce d’aprile(leggi).
Sarebbe senza alcun dubbio esagerato e fuori luogo considerarlo un nuovo attacco agli studenti: una manovra del genere non è in alcun modo paragonabile ai tagli al diritto allo studio e agli aumenti delle tasse universitarie. Ma costituisce oggettivamente un disagio che pagheremo, nel nostro piccolo, noi studenti “aficionados” di snack e caffè. Monetina dopo monetina.
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