Non molte settimane fa, comunicavamo che non sarebbero più stati indetti concorsi scuola a cattedra, niente più Tfa e titoli abilitanti.

Oggi abbiamo una nuova notizia per voi, aspiranti docenti: per diventare insegnanti basterà un tirocinio da 300 euro al mese.

La Buona Scuola non smette di stupire con le sue innumerevoli deleghe conferite al Governo, che rendono possibile quella che da molti potrebbe essere salutata come un’assurda novità. Rassicuriamo subito quanti abbiano smesso di respirare: il concorso a cattedre del 2016 ci sarà ed eventuali stravolgimenti avranno luogo solo successivamente a esso. La novità potrebbe fare felici invece tutti i laureati magistrali che, indipendentemente dall’anno del conseguimento del diploma, potrebbero avere accesso al corso e quindi all’insegnamento.

L’accesso indiscriminato a tutti i diplomati magistrali fare felici in tanti, ma prima di esultare ma è bene riepilogare le condizionali. Si tratta infatti di un tirocinio retribuito da svolgersi direttamente nelle scuole: “per l’assunzione, con contratto retribuito a tempo determinato di durata triennale di tirocinio”. In altre parole chi prende parte al corso, dovrà trascorrere 3 interi anni con la misera retribuzione di 300/400 euro mensili, svolgendo mansioni affini o “aderenti a quelle dei normali docenti”, inclusa la sostituzione di quelli assenti.

Come facilmente immaginabile le reazioni dal fronte abilitati TFA e PAS sono state piuttosto calde. Mentre si pensa già ad una diffida al Miur, è la deputata 5 stelle Silvia Chimienti a snocciolare dati agghiaccianti degni di una rivoluzione: con il concorso a cattedre 2016 sono banditi 63mila posti contro circa 200 mila partecipanti: ciò significa che, se il nuovo accesso all’insegnamento venisse adottato ci saranno almeno 120mila abilitati costretti a iniziare da capo, buttando in malora i propri titoli e affrontando i nuovi concorsi insieme a candidati freschi di università, ricevendo per tre anni una retribuzione che povera è dire poco. “Pura follia” ha commentato la pentastellata davanti tale scenario anche se, come spesso accade in questi casi, l’assurda ipotesi per ora non smentita, difficilmente si concretizzerà.

Interrogati nel merito dal Miur,  i massimi rappresentanti dell’Istruzione fanno sapere che ai docenti abilitati va “tutto il nostro impegno e le nostre preoccupazioni” e alle domande incalzanti dei cronisti circa le sorti di coloro che non rientreranno nei fortunati 63mila del concorso scuola 2016 la risposta è stata un evasivo “è ancora tutto in progress”, ricordando come l’abilitazione sia un “titolo utile per l’insegnamento ma non è una garanzia che si insegni al 100%‘. E ancora, “stiamo costruendo il nostro lavoro pensando a chi salirà in cattedra, non ai bocciati”. Proprio circa il concorso, la conferma di quanto prospettato precedentemente: “il bando? Se ne parla per fine dicembre”.

Anna Fuoti

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