Un’aggressione brutalmente premeditata, culminata in un sequestro di persona e in abusi sessuali proseguiti fino all’alba. Si è presentata così, intorno alle 7:30, una donna di 35 anni alla caserma dei Carabinieri di Pedara: in totale stato di shock, con i segni evidenti delle violenze subite nell’abitazione in cui conviveva con il compagno. I militari dell’Arma sono immediatamente intervenuti sul posto, dove hanno rintracciato e arrestato l’aggressore, un 40enne residente a Gela (Caltanissetta).
L’escalation e l’ennesima trappola
La vittima aveva già maturato la decisione di interrompere la relazione, esasperata dai continui episodi di gelosia oppressiva e maltrattamenti. Nei giorni precedenti aveva anche accompagnato l’uomo a Gela ma, di fronte all’ennesima insistenza di lui, aveva acconsentito a concedere un’ultima serata insieme. Dopo aver cenato fuori, i due sono rientrati a Pedara in tarda serata, dove la situazione è rapidamente precipitata.
Un’ora di terrore: le torture e le violenze
A scatenare la furia dell’uomo sarebbe stata la vista del cellulare in mano alla donna, che ha alimentato le sue ossessioni persecutorie. Da quel momento è iniziato un vero e proprio incubo: sotto la minaccia di un coltello, il 40enne le ha strappato gli abiti di dosso, tentando di strangolarla prima con un paio di leggings e poi soffocandola con un cuscino sul volto. Per impedirle di urlare, le ha sigillato la bocca con del nastro adesivo da imballaggio. Dopo averle sottratto lo smartphone per tagliarle ogni contatto con l’esterno, ha chiuso a chiave la stanza da letto — trattenendo le chiavi con sé — e l’ha costretta a subire ripetuti rapporti sessuali.
La fuga a piedi e l’arresto dei Carabinieri
Rimasta ostaggio del suo carnefice per tutta la notte, la 35enne ha finto la resa fino alle prime luci del mattino. Non appena l’aggressore si è addormentato, la donna è riuscita con cautela a sfilargli le chiavi, a scappare di casa e a raggiungere a piedi la vicina caserma dell’Arma.
Quando i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento, hanno sorpreso l’uomo ancora all’interno. Nel tentativo di sottrarsi al fermo, il 40enne ha declinato false generalità e cercato di inventare scuse per giustificare la propria presenza. I militari sono tuttavia riusciti a risalire alla sua reale identità rinvenendo un documento nascosto in un cartone, accertando inoltre che a carico dell’uomo pendeva già la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Gela. L’arrestato si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.












