Nessun passo avanti sul futuro delle opere e sulla tenuta occupazionale. Si è concluso con un nulla di fatto il confronto tra la Ferrovia Circumetnea (Fce) e le sigle sindacali degli edili Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil in merito alle tratte della metropolitana etnea affidate alla cooperativa Cmc di Ravenna.
Sul tavolo della trattativa resta il nodo dei lavori bloccati da ormai circa dodici mesi, unito al forte stato di incertezza che coinvolge centinaia di lavoratori. A questo si aggiungono le criticità relative ai continui ritardi nei pagamenti degli stipendi, fattore che lo scorso 22 ottobre aveva portato alle proteste e all’ampia adesione allo sciopero da parte delle maestranze.
I sindacati chiedono l’intervento della Prefettura
Di fronte al persistere del blocco, le tre organizzazioni sindacali hanno sollecitato ufficialmente l’intervento del Prefetto di Catania per la convocazione urgente di un tavolo istituzionale che veda seduti i vertici di Fce e tutte le entità stazioni appaltanti. La richiesta punta a individuare una via d’uscita per sbloccare le spettanze arretrate, definire un cronoprogramma per la riapertura dei cantieri e salvaguardare i livelli occupazionali.
“Servono risposte precise, impegni verificabili e tempi certi per restituire prospettive ai lavoratori e alle loro famiglie”, spiegano in una nota congiunta i segretari Massimo Santonocito (Fillea Cgil), Domenico Murabito (Filca Cisl) e Omar Dell’Ombra (Feneal Uil).
Le organizzazioni confermano che lo stato di agitazione proseguirà in assenza di garanzie concrete sul riavvio dell’infrastruttura strategica per la mobilità cittadina.












