La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a paralizzare la logistica del Sud Italia e da terra si trasferisce pesantemente nei cieli. Dopo i gravi problemi di approvvigionamento riscontrati negli scali calabresi di Reggio Calabria e Crotone, l’emergenza rifornimenti è ufficialmente sbarcata nei due principali hub del Mezzogiorno: l’aeroporto di Catania-Fontanarossa e quello di Napoli-Capodichino.
A certificare lo stato di criticità è stata l’ENAV, la società nazionale per l’assistenza al volo, che ha inviato un avviso ufficiale (Notam) a tutte le compagnie aeree operanti nei due scali. Nel bollettino si evidenzia chiaramente che la disponibilità di cherosene è fortemente compromessa con la dicitura “Fuel Jet A1 availability limited”.
La strategia del “pieno di riserva” evita lo stop dei voli
La paralisi dei camion e delle cisterne deputate al trasporto del combustibile sta impedendo il regolare riempimento dei serbatoi stoccati a terra nelle aerostazioni. Per scongiurare il blocco dei collegamenti e la cancellazione in blocco delle tratte, ENAV ha raccomandato ai comandanti dei voli diretti a Catania e Napoli di effettuare il pieno completo di cherosene nello scalo di origine, imbarcando preventivamente la quantità di carburante necessaria a coprire anche il viaggio di ritorno.
Aerei più pesanti: possibili ritardi e tagli ai bagagli a bordo
Se da un lato questa strategia d’emergenza sta consentendo di mantenere operativi i collegamenti senza tagliare le rotte, dall’altro complica notevolmente la gestione dei voli. Viaggiare con i serbatoi a pieno carico per due tratte consecutive rende gli aeromobili notevolmente più pesanti. Questo peso extra del carburante potrebbe costringere i vettori a contingentare l’imbarco delle valigie da stiva e del carico merci per rispettare i limiti massimi al decollo, con un concreto rischio di generare slittamenti e ritardi a catena lungo tutta la giornata.
Se il confronto con gli autotrasportatori non dovesse portare a un definitivo e completo sblocco della viabilità e delle consegne in tempi rapidi, l’emergenza rischia di allargarsi ad altri scali del territorio nazionale, trasformando la vertenza stradale in un vero e proprio corto circuito del trasporto aereo.












