Si è conclusa a Palazzo d’Orléans la riunione della Giunta regionale siciliana, convocata dal presidente Renato Schifani. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati regolarmente approvati dall’esecutivo, compresi alcuni provvedimenti urgenti, nomine e stanziamenti finanziari. Nessun accenno o riferimento è stato fatto dal governatore riguardo a sue possibili dimissioni.
La riunione era attesa con particolare tensione politica alla luce dello strappo consumatosi nei giorni scorsi all’interno di Forza Italia. Le dichiarazioni del commissario regionale del partito, Nino Minardo, sul necessario rinnovamento della leadership in vista delle regionali e la successiva frenata dei vertici nazionali sulla ricandidatura per un secondo mandato avevano infatti aperto un’articolata crisi di maggioranza, alimentando l’ipotesi di un passo indietro del presidente.
A Palazzo d’Orléans si è invece optato per la continuità amministrativa. Nonostante le indiscrezioni sui tesi confronti telefonici con il segretario nazionale Antonio Tajani e sui vertici notturni con lo staff e i deputati regionali lealisti, Schifani ha condotto i lavori della Giunta concentrandosi esclusivamente sulle delibere in agenda.
Resta tuttavia aperto il nodo politico sul futuro della legislatura e sui rapporti interni alla coalizione di centrodestra. L’attenzione si sposta ora sul possibile vertice a tre a Roma tra Schifani, Tajani e Minardo, chiamato a sciogliere le riserve sulla guida della Regione.












