Per i pescatori siciliani arriva finalmente una notizia attesa da mesi, proprio mentre il comparto continua a fare i conti con il caro carburanti e con costi sempre più pesanti. La Regione Siciliana ha infatti firmato il decreto di liquidazione dei fondi destinati alle riparazioni dei pescherecci danneggiati dal ciclone Harry, sbloccando risorse che gli armatori avevano già dovuto anticipare per riportare le proprie imbarcazioni in mare. Un provvedimento che interessa oltre cento aziende nell’Isola e che assume un significato particolarmente importante a Catania, dove sono 18 i beneficiari.Ma dietro i numeri dei ristori c’è una questione più ampia: la capacità della Sicilia di proteggere una marineria che rappresenta lavoro, economia e identità di interi territori.
Oltre due milioni per le imprese colpite dal ciclone
Le risorse complessivamente erogate dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e alla Pesca Mediterranea attraverso il Fondo di Solidarietà ammontano a 2 milioni e 159 mila euro. I fondi sono destinati a soddisfare più di cento richieste ammesse, con un contributo medio per azienda di circa 17 mila euro. Si tratta di somme destinate a coprire le spese certificate sostenute dagli armatori per riparare i danni provocati dal ciclone e consentire ai pescherecci di tornare operativi.
A Catania il provvedimento è stato illustrato direttamente al Porto, dove i segretari territoriali di Uila e Uila Pesca, Nino Marino e Antonio Giaimo, hanno incontrato i rappresentanti dell’Associazione Pescatori guidati da Angelo Costanzo, consegnando copia del decreto regionale. Il pagamento dei ristori arriva in un momento particolarmente delicato per il settore: il caro carburanti pesa infatti sui costi di ogni uscita in mare e rende ancora più difficile per le imprese assorbire autonomamente le conseguenze di eventi meteorologici estremi.
A Catania 18 beneficiari: soldi attesi per tornare a respirare
Per la marineria catanese il decreto rappresenta soprattutto il riconoscimento di un problema concreto: dopo i danni provocati dal ciclone, diversi armatori hanno dovuto affrontare direttamente le spese necessarie per ripristinare le proprie imbarcazioni, senza poter attendere la conclusione dell’iter amministrativo. È anche su questo punto che si era concentrata l’azione della Uila Pesca, con il segretario generale regionale Nino Pensabene che aveva sollecitato l’Assessorato affinché, una volta conclusi gli adempimenti burocratici e definita la graduatoria, si arrivasse rapidamente all’erogazione materiale delle somme.
Il provvedimento regionale rappresenta dunque un passaggio importante per imprese che hanno già sostenuto costi significativi per non interrompere la propria attività .La soddisfazione espressa dai sindacati va letta anche in questa prospettiva: i ristori non cancellano le difficoltà del comparto, ma possono contribuire a restituire liquidità a imprese che devono continuare a sostenere carburante, manutenzione, equipaggiamenti e spese di gestione.
La lezione di Harry: il porto vecchio resta al centro della battaglia
Il tema economico, però, non è l’unico ad essere emerso dall’incontro catanese.Per Uila e Uila Pesca, il ciclone Harry ha lasciato anche una lezione sulla necessità di garantire ai pescherecci spazi realmente adeguati e protetti dalle condizioni meteorologiche avverse. Da qui la richiesta di accantonare definitivamente l’ipotesi di trasferimento dei pescherecci dal porto vecchio verso un’altra area dello scalo, ritenuta meno riparata.
Una posizione che il sindacato lega direttamente alla sicurezza e alla tutela delle attività della marineria. Il ragionamento è semplice: dopo aver visto concretamente gli effetti di un evento atmosferico particolarmente intenso, le scelte sulla collocazione delle imbarcazioni dovrebbero tenere conto anche della loro esposizione alle avversità del mare e del vento. Per i rappresentanti dei pescatori, il porto non è soltanto uno spazio logistico, ma il luogo nel quale si concentrano quotidianamente lavoro, investimenti e vita professionale di decine di famiglie.
La sfida adesso è il futuro della marineria
Accanto ai risarcimenti, resta aperta un’altra partita: quella della concessione di un’area demaniale marittima all’interno del porto vecchio in favore dell’Associazione Pescatori. Uila e Uila Pesca chiedono che venga individuato un equilibrio tra le diverse attività che insistono nello scalo, salvaguardando al tempo stesso le esigenze della pesca professionale. La questione non riguarda soltanto gli ormeggi, ma il futuro di un settore che continua a rappresentare una parte della storia economica e sociale di Catania e della Sicilia.
I ristori per i danni del ciclone Harry consentono di affrontare una delle emergenze lasciate dalla tempesta, ma la vera sfida sarà costruire condizioni che permettano alla marineria di affrontare quelle successive con maggiore sicurezza. Proteggere i pescherecci significa proteggere imprese, posti di lavoro e famiglie, ma anche mantenere vivo un mestiere profondamente legato alla storia dei territori costieri siciliani. Ed è su questo terreno che, dopo lo sblocco dei fondi, si apre ora la partita più importante.











